Sicurezza
Cinque nuovi sfratti in arrivo
Eleonora Barbieri
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Il problema della casa si fa sempre più grave L'allarme del sindaco: «Non possiamo continuare a farcene carico»
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POGGIO A CAIANO. Il Comune ha raschiato il fondo del barile. Non ci sono più soldi per far fronte all'emergenza sfratti. Dopo essersi accollato per quasi due anni l'affitto di oltre dieci famiglie rimaste senza un tetto sopra la testa, il sindaco sventola bandiera bianca. Di fronte a altri cinque imminenti sfratti che tra ottobre e novembre metteranno in mezzo ad una strada altrettante famiglie, il primo cittadino è costretto alla resa. L'emorragia è insanabile per le scarse risorse a disposizione del Comune che pure in questi anni ha aumentato il più possibile la spesa per il sociale fino a portare il capitolo dell'emergenza abitativa a 130mila euro. Pagare l'affitto a chi si trova in difficoltà doveva essere una soluzione temporanea. Il tempo di far trovare lavoro a chi l'aveva perso. E invece non solo chi è già aiutato non riesce a uscire dalle sabbie mobili in cui è finito, ma le emergenze aumentano a dismisura. «Il disagio è incredibile - afferma sconsolato il sindaco Martini - ma noi non siamo più in grado di farvi fronte. Solo poche settimane fa siamo riusciti a stento a trovare casa ad una famiglia dove c'era anche una signora incinta, grazie alla disponibilità di un cittadino che ci ha affittato un suo immobile. Una soluzione tampone che non so quanto potrà reggere». In questo momento la priorità è trovare altre risorse per pagare i contratti già in essere. Accollarsene di nuovi è impensabile. Il Comune ha fatto appello al prefetto e al presidente del tribunale, ma la legge è legge. Ha giocato allora la carta del giro di vite contro i furbetti che dichiarano redditi bassi e dunque accedono ai contributi comunali, ma il cui tenore di vita suggerisce ben altro a cominciare dalle macchine su cui viaggiano. Un modo per togliere a chi non ha bisogno e concentrare gli sforzi sulle vere emergenze. Certo le verifiche e i recuperi non sono mai immediati e tali da garantire grossi cifre, per cui, al momento, le cinque famiglie a cui tra poche settimane suonerà il campanello l'ufficiale giudiziario, non potranno sperare nel Comune.
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