Sicurezza
Nuovi nati, il sorpasso è realtà
Paolo Nencioni
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Sempre più bimbi stranieri nelle culle dellospedale Da genitori stranieri il 52,8% dei bambini, i cinesi i più prolifici
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PRATO. Ha destato un certo scalpore la presentazione dei risultati di uno studio della Fondazione Leone Moressa, secondo la quale in un piccolo comune emiliano, Novi di Modena, per la prima volta in Italia il numero dei nati da genitori stranieri ha superato quello degli italiani. In realtà, come molti pratesi già sanno, il "primato" spetta a Prato già da un paio di anni. E se i numeri di Novi sono significativi in un paese di poco più di 11.000 anime, ancora più significativi lo sono in una città di oltre 188.000 abitanti, dove almeno dal 2009 i nuovi nati da genitori stranieri hanno compiuto lo storico sorpasso (alla fine di quell'anno furono il 54%). Stando alle cifre dei primi nove mesi dell'anno, la tendenza si è stabilizzata. Alla data di ieri nel reparto di Ostetricia del "Misericordia e Dolce" erano venuti alla luce 2.214 bambini (previsione: 2.993 al 31 dicembre). Di questi, 1.044 (il 47,2%) hanno genitori italiani e ben 1.170 (il 52,8%) hanno genitori stranieri. Tra gli stranieri, i cinesi continuano a fare la parte del leone con 799 bambini partoriti nel 2011 (il 36,1% del totale). Considerato che i cinesi sono sì tanti, ma poco più della metà degli stranieri residenti in città, ne deriva che gli orientali sono molto più prolifici non solo degli italiani ma anche delle altre comunità straniere. Nel reparto di Ostetricia spiegano che le partorienti cinesi sono tra le più gestibili. «Sono molto disponibili, si fidano di noi, ci lasciano decidere il trattamento senza fare obiezioni» dicono le ostetriche. Ogni tanto prendono qualcosa per aumentare le contrazioni, ma finora non si sono verificati inconvenienti di un certo rilievo. E se gli italiani, complice la crisi economica, tendono a fare figli in età sempre più adulta, i cinesi sostanzialmente se ne infischiano e diventano madri e padri in età relativamente giovane, contribuendo in maniera decisiva all'abbassamento della media della popolazione pratese, che si attesta sui 43 anni: una combinazione dell'età media degli italiani (oltre 45) e degli stranieri (meno di 30). Lo studio della Fondazione Moressa attribuisce a Santa Croce sull'Arno il primato toscano dei nuovi nati da genitori stranieri (41,4%), ma come si vede Prato è su un altro pianeta. Il numero di madri non residenti in provincia che vengono a partorire a Prato (soprattutto cinesi) non sposta di molto la statistica. Sono aride cifre che però con un po' di fantasia ci raccontano la Prato di domani. Se gli stranieri decideranno di rimanere in città, l'alto indice di natalità andrà a sommarsi all'immigrazione dall'estero e forse diventerà prevalente. Attualmente gli stranieri pesano per il 15,1% sul totale dei residenti, ma in un futuro non troppo lontano i cinesi, grazie anche ai nuovi nati, potrebbero superare da soli il 20% e gli stranieri arrivare al 40%. A quel punto sarà difficile anche parlare di "noi" e "loro". Indicativa è la risposta data da una bambina al sindaco di Novi di Modena che gli chiedeva se nella sua classe ci fossero stranieri. «No, non ce ne sono» ha risposto in buona fede. Per lei ci sono soltanto compagni di classe, magari con gli occhi a mandorla o la pelle scura, ma compagni di classe.
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