Finanza
Anche l'ex Banci è diventato merce di scambio
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Il rudere ex Banci Il retroscena: pianificazione bloccata per indurre Consiag a più miti consigli. Ma il tempo stringe
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PRATO. C'è un aspetto della trattativa, rimasto fino a ora un po' nascosto, ma sul quale invece è intervenuta l'artiglieria pesante. E' l'area ex Banci, quel pezzo di terra, di proprietà di Consiag lungo la Declassata, che la scorsa legislatura avrebbe dovuto trasformarsi del quartiere fieristico e direzionale di Prato, progetto cassato dall'attuale giunta. Decisione che ha fatto storcere e non poco il naso ai Comuni soci di Consiag che contavano di avere un ritorno di natura economica dalla valorizzazione dell'area. Ecco la storia parte da lì: dalla determinazione de sindaci a chiedere a Prato di sbloccare la situazione. E Prato l'ha fatto giocando d'astuzia. La primavera scorsa è stata approvata definitivamente la variante Declassata ma congelando, quindi togliendo e mettendo in un cassetto, la parte pregiata dell'intervento: l'area ex Banci. Giustificazione politica: la disponibilità della giunta Cenni a lasciare mano libera ai futuri amministratori della città. Pare invece che lo stop imposto sui terreni Consiag sia stato usato come "asso nella manica" nei rapporti Comune-Consiag: blocco totale dei passaggi per mettere a valore l'area fino a che l'azienda non fosse venuta a più miti consigli. Insomma nella partita sul gas, i terreni lungo la Declassata sono diventati un'ulteriore merce di scambio. Che però ha una data di scadenza. Abbastanza ravvicinata. La variante Declassata, inclusa l'area ex Banci, è stata adottata dalla giunta Romagnoli nell'aprile del 2009. Da quella data - prevede la legge - parte il conto alla rovescia: tre anni per l'approvazione definitiva. Avvenuta per tutto ma non per i terreni Consiag. Il Comune dunque ha 6 mesi per provvedere, altrimenti scatteranno le misure di salvaguardia che azzereranno l'attuale pianificazione: niente residenziale, niente valorizzazioni. E bisognerà iniziare da capo.
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