Il Tirreno

Prato

«Era un uomo buono e di grande rigore morale»

Il cordoglio del sindaco, della presidente della Provincia, dei partiti

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 PRATO. Tutta la città sente e partecipa al lutto per la morte, avvenuta ieri notte, di monsignor Eligio Francioni. Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati in redazione: dai rappresentanti delle istituzioni fino ai semplici cittadini. «Uomo buono e mite, amato da tutta la città della quale è stato una delle figure pubbliche più importanti per oltre mezzo secolo», l'amministrazione parteciperà alle esequie con il Gonfalone. Il sindaco Roberto Cenni ha espresso dolore e la commozione. «Un uomo - ha detto - instancabile e attento conoscitore della Chiesa pratese e della Diocesi, oltreche un prezioso testimone della vita della nostra città. Attento e puntuale amministratore delle cose della Chiesa, Mons. Francioni si è sempre dimostrato disponibile a collaborare con l'amministrazione comunale, nell'interesse di Prato e della sua comunità. Certamente per oltre mezzo secolo una delle figure pubbliche più importanti della scena pratese e non solo».  Il presidente Lamberto Gestri ha inviato un telegramma. «La morte di monsignor Francioni colpisce, insieme alla Chiesa locale, l'intera comunità pratese. La Diocesi di Prato perde un sacerdote buono, rigoroso nella fede e nella dirittura morale, al tempo stesso mite e affettuoso nell'incontro con le persone. Monsignor Francioni era il testimone di una Chiesa autentica che cammina con la gente e che, senza clamori, condivide preoccupazioni e speranze delle donne e degli uomini che vivono nella nostra terra».  «Io personalmente sento di aver perso una amico che, con grande discrezione, mi ha sempre onorato della sua vicinanza e dei suoi consigli. A Lei, alla comunità diocesana, e alla famiglia di monsignor Francioni esprimo profonda e sentita vicinanza».  E anche la Lega Nord ricorda Eligio Francioni come «un vero pratese e un degno testimone della parola di Cristo» e l' onorevole Claudio Morganti, eurodeputato del Carroccio toscano, lo definisce come «un vero pratese e un degno testimone della parola di Cristo. Alla famiglia e a tutta la Diocesi di Prato vanno le mie condoglianze».  La Cisl di Prato esprime le più sentite condoglianze che «ha rappresentato un punto di riferimento importante per molti decenni, non solo per la Chiesa locale, ma per tutta la città. Lo ricordiamo per il suo alto senso morale e per l'attenzione da sempre avuta verso il mondo del lavoro e verso i soggetti più deboli della comunità locale. La competenza, la saggezza, l'umiltà che hanno accompagnato l'opera di mons. Francioni, rimarranno per tutti noi un esempio di dedizione generosa e disinteressata verso la nostra comunità locale».  Un ricordo particolare quello del sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini: «Don Eligio era ntato a Javello ed era solito frequentare la casa dei miei nonni paterni che vivevano a Cicignano. Io era un bambino e di lui conservo quindi un ricordo del tutto privato e familiare».  Messaggi di ricordo e di cordoglio, tra gli altri, sono arrivati dal Centro per i diritti del malato, dai componenti del Comitato provinciale area pratese, da Daniele Paoletti presidente del Centro sportivo italiano, dal capogruppo del Pd in consiglio comunale Massimo Carlesi.

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