Il dolore
I quattro rioni portano in piazza oltre mille persone per lo spettacolo sotto le stelle
Due soli giri per il palio dei ciuchi
Walteri Fortini
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La sfilata della festa di Carmignano A Carmignano ci si prepara per il San Michele: ultimi ritocchi sui carri
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CARMIGNANO. Giovedì tutti in piazza, spettatori e attori: col fiato sospeso per il verdetto dei quindici giurati che nessuno conosce, neppure nel comitato che organizza la festa, gli ultimi ritocchi da fare in tre notti a carri, musiche e sceneggiature, un occhio al cielo sperando che non piova e le novità, annunciate e obbligate, per il palio che si correrà quest'anno su soli due giri (e non quattro), con cambio di ciuco al termine del primo. Da gara di mezzo fondo a mezzo sprint di cinquecento metri, sul solito anello di due piazze ed una via che l'anno scorso vide vincere i gialli. A Carmignano paese ci si prepara per il San Michele, la più spumeggiante tra le feste del Montalbano. L'appuntamento è per il 29 settembre, dalle 21.30, e poi ancora sabato alla stessa ora e domenica dalle 15.30. Una festa sanguigna e verace, capace di dividere anche famiglie e fidanzati. Una guerra un po' strana e che presto finisce. Una guerra fatta per lo più di teatro in strada, dove musiche e coreografie si alternano a recitazione, costumi e carri. Ma anche un grande spettacolo, lungo poco più di due ore, in cui quattro rioni portano in piazza poco meno di mille persone e storie vere o leggende di Carmignano che altrimenti andrebbero perdute: storie ogni anno diverse, che in un racconto di immagini, suoni e musiche trasformano, ognuna per mezzora, la piazza centrale del paese in un grande palcoscenico sotto le stelle, seguite ogni sera da un rocambolesco palio dei ciuchi con nove ronzini estratti a sorte. Teatro spontaneo, ma grandioso. Teatro che non ti aspetti, curato in ogni particolare. Da quindici anni anni due contrade fanno il bello e cattivo tempo: dal 1996 cinque sfilate ai bianchi (anche l'anno scorso) e dieci ai celesti. "Ma stavolta tutti e quattro i rioni sembrano parimenti forti " annuncia l'assessore alla cultura Fabrizio Buricchi, che per anni le sfilate le ha create. E non sembra solo diplomazia: un motivo in più per esserci. A giudicare saranno quindici giudici, cinque per sera. Non abitano a Carmignano. Partecipano gratuitamente e sono esperti di teatro, arte, musica e danza. Il trofeo, un piatto in ceramica realizzato da Ferruccio Cantini da Montelupo Fiorentino, aspetta solo di essere alzato. Certo le difficoltà non mancano. Antonio Cirri, per il secondo anno alla guida della festa, non lo nasconde. "Siamo pronti per scendere in piazza e già per questo siamo soddisfatti - dice - Un traguardo non scontato, visto l'impegno che richiede la festa, i costi anche, gli sponsor privati che si trovano sempre più difficilmente e i bilanci degli enti locali sempre più a corto di risorse". Il presidente ringrazia dunque il Comune, che ha confermato ed anzi lievemente accresciuto il proprio contributo da 12 mila euro. Un grazie anche a Provincia e Regione. Un San Michele costa almeno 90 mila euro. Quaranta li spende il comitato centrale per le spese generali. "Quest'anno abbiamo anche tagliato qualcosa" confessa Cirri. Il resto serve per le sfilate. E poiché nelle casse del comitato, tempo permettendo, potrebbero alla fine arrivare più di sessantamila euro, l'obiettivo è distribuirne ai rioni ventotto: settemila a contrada - due in più dell'anno scorso - che è poi la metà di quello che una sfilata molto spesso costa, nonostante il volontariato.
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