La manifestazione
Condannato l'intermediatore finanziario
Tre anni di reclusione e una provvisionale di quasi centomila euro agli ex clienti
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PRATO. I risparmi di tante famiglie si volatilizzarono senza mai fare ritorno. Oltre un milione di euro in fumo. I piccoli risparmiatori, che hanno perso tutto quello che avevano messo nelle mani dell'intermediatore finanziario, Felice Napolitano, che svolgeva la propria attività per la Banca Leonardo e per conto della Cofigest, ieri sono stati in parte risarciti, se non altro moralmente, dalla sentenza pronunciata dal giudice monocratico Giulia Landini. Felice Napolitano è stato condannato a tre anni di reclusione e mille euro di multa per appropriazione indebita. Assolto invece dalle altre accuse (truffa e falso) o perché il reato non sussiste o perché il reato è estinto per prescrizione. Napolitano, difeso dall'avvocato Antonino Denaro, è chiamato, oltre al pagamento delle spese processuali, anche ad un risarcimento danni verso le parti civili, che sarà liquidato a parte. Intanto il giudice ha assegnato alle parti civili una provvisionale immediatamente esecutiva. A favore di Fabio Logli, assistito dall'avvocato Stefano Belli, 7mila euro, 15mila euro a favore di Gaetana Lepore, 15mila euro di Anna Faella, 25mila euro in favore di Michele Bocchicchio, 20mila euro di Fedele Bocchicchio, 15mila euro in favore di Maria Bocchicchio (gli ultimi tre assistiti dagli avvocati Federico Febbo e Costanza Malerba). I fatti risalgono al periodo 1990-2004. In quegli anni l'allora intermediatore finanziario Napolitano (poi radiato dall'albo) riuscì a raccogliere ingenti risparmi da un gruppo di persone che destinò ad investimenti in Borsa. Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Sergio Affronte, Napolitano avrebbe mostrato ai clienti rendiconti non veritieri per celare il fatto che i soldi venivano dirottati investimenti ad alto rischio. Quando la Borsa è crollata i soldi sono spariti. A questo punto alcuni clienti sono riusciti a rientrare in tutto o in parte dei loro soldi, altri li hanno persi. Insieme alle denunce penali sono state avviate anche cause civili nel tentativo di recuperare le somme affidate a Napolitano. Il processo penale, che rischiava la prescrizione, è giunto in porto, hanno tenuto a sottolineare i legali di alcuni clienti, grazie alla determinazione del giudice Landini riuscita a concludere, dallo scorso febbraio a ieri, il processo. G.C.
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