Il Tirreno

Prato

Via dal caos della città A Gricigliana si prova un'altra società

Maria Lardara
Sopra, le ruote di pane fatte con il lievito madre In alto, le donne che impastano
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Sopra, le ruote di pane fatte con il lievito madre In alto, le donne che impastano

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 PRATO. Prima di Enrichetta e Niccolò, nell'ex stalla divenuta abitabile c'era passata un'altra coppia con due bimbi piccoli. Giovanni e Nadia, fisioterapista ed educatrice, ora risiedono a Migliana ma fanno su e giù da Gricigliana, cantiere dei loro tanti progetti.  Un altro del gruppo, Massimo, ha scelto invece di vivere con il suo cane nella casetta di paglia e argilla che d'inverno scalda che è una meraviglia, mentre Lorenzo detto "Zino" si rifugia di tanto in tanto nella roulotte.  Qui il caos della città è solo un ricordo. Eppure la distanza da Prato è di 20 chilometri. Solo che per raggiungere la dimora dell'associazione "Venti di terra", 800 metri quadri di costruito e 7 ettari di terreno, bisogna abbarbicarsi in sentieri meglio percorribili a piedi sopra il borgo di Gricigliana, magari imbattendosi in qualche cervo o poiana che ti taglia la strada.  Il credo di questa generazione di ecologisti estremi, che si prende cura dei frutti della terra nell'orto "sinergico" dove sono banditi aratro e zappa (si sfrutta la sinergia tra piante diverse per mantenere la fertilità), e si rilassa sorseggiando dello spumante di sambuco di produzione propria, si richiama a maestri della non violenza. Tra le loro citazioni preferite, ce n'è una di Gandhi che rispecchia la loro filosofia di vita: "Siate il cambiamento che volete vedere nella società".  Non è utopia, ma un tentativo di vivere prediligendo stili alternativi e costruendo relazioni proficuo con l'ambiente senza sfruttare la terra.  E' il cambiamento che un gruppo di ragazzi cerca di mettere in pratica da otto anni sulla propria pelle, convertendosi a una quotidianità che si tinge di verde e si alimenta di aria buona. Hanno scelto di vivere isolati, ma non dimenticano il contributo che possono dare alla democrazia dal basso. Giovanni e Nadia fanno parte del gruppo di lavoro di Prato Partecipa che si riunisce ogni lunedì a palazzo Pacchiani, Lorenzo tornerà domenica 11 settembre con il suo banchino di pane alla fierucola delle Bigonge.  Nel fienile che hanno in gestione dal 2003 si danno lezioni sulla non violenza e sull'ecologia sia a grandi che a piccini e, quando capita, si aprono le porte agli iscritti ai campi estivi organizzati dal Mir (Movimento internazionale della riconciliazione).  Il padre di "Venti di terra", circa 12 soci di cui 6 sui monti di Gricigliana, è Amerigo Bigagli, proprietario delle case e dei terreni cui l'associazione versa una quota di contributo annuale per l'affitto.  Qualcuno si spinge quassù di tanto in tanto, fino a Gricigliana (nel comune di Cantagallo): hanno avuto la visita dei giovani dell'Assemblea Libertà e Partecipazione, dei sindaci Ilaria Bugetti e Annalisa Marchi, persino dell'ex consulente all'ambiente del governo Prodi, Maurizio Pallante che si è scomodato fin qui, incuriosito dal modus vivendi di questi ragazzi.  Se ne può avere un assaggio comprando il pane prodotto dal lievito madre, in vendita alla fierucola delle Bigonge a Prato.  «Tutto è nato da un uso interno, il progetto non è partito per vendere il pane - spiega Giovanni Lenzi - Io e Lorenzo nel 2002 avevamo frequentato un corso in Liguria dove una famiglia contadina ci regalò una pasta di lievito madre tramandato di generazioni in generazioni. E' un pane più digeribile, dura una settimana ed esalta il ritorno alle origini in quanto il lievito è riproducibile di famiglia in famiglia».  E anche il sindaco Bugetti ha voluto provare il lievito madre di "Venti di terra" per fare la pizza. «Ne sforniamo 50-60 chili per una trentina di persone. Alcune famiglie di Gricigliana - racconta Lenzi - sono venute qui a rifornirsi. Tra Prato e la Vallata, la nostra pasta madre è toccata a circa 200 persone. Per anni abbiamo fatto delle mangiate di pizza genuina con questo lievito: del resto era l'unico modo per autofinanziarsi e terminare i lavori di recupero del fienile».  Mentre Lenzi e Bigagli coccolano l'ospite con un sorso di thè al tiglio, Martina mette a bollire una pentola per il pranzo. Ma non c'è fuoco. E' il fornello solare che scalda l'acqua per una ventina di persona e cattura energia dal sole: una tecnica di cottura molto diffusa in Africa.  Poco più avanti c'è da sudare. Massimo, Giovanni e Lorenzo si armano di balle di paglia per allargare la casetta: l'intenzione è di ricavarci un "compost toilet" all'aperto, un bagno a secco del tutto ecologico. Che non usa e quindi non inquina l'acqua, ma paglia e segatura per coprire gli escrementi: attraverso i normali processi aerobici di compostaggio, in pratica, si trasforma in risorsa ciò che prima era un rifiuto.  

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