Il Tirreno

Prato

I residenti minacciano di farsi giustizia da soli

Spacciatori ai giardini rivolta a Maliseti

Maria Lardara
I giardini di via Caduti senza croce
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I giardini di via Caduti senza croce

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PRATO. Meditano di passare alle maniere forti e di farsi giustizia da soli se quel gruppo di spacciatori magrebini non se ne andrà via dai giardini vicini a casa. La tensione sale tra i genitori che accompagnano i loro bimbi per giocare ai giardini di via Caduti senza Croce, oppure semplicemente per una passeggiata o qualche ora di relax. L'ultimo grido di allarme delle periferie risuona da Maliseti: e mentre il presidente della Circoscrizione Ovest Giovanni Mosca, passa all'attacco rigirando il coltello nella piaga, e cioè che «la questione della sicurezza nelle periferie è un'emergenza che non ha mai trovato nessuna risposta visto che i problemi raddoppiano senza che nessuno faccia niente», monta la protesta di una ventina di famiglie che vorrebbero un po' di sicurezza e tranquillità in quel piccolo polmone verde. E invece si trovano a fare i conti con le facce losche di sempre, sedute sulle panchine o appartate dietro le piante. Lo spaccio e lo scambio della "roba" l'hanno vista con i loro occhi. E l'ha vista anche il presidente Mosca durante un sopralluogo avvenuto nei giorni scorsi e caldeggiato dagli stessi cittadini.  «Siamo proprio giunti al limite - lamenta Giorgio Mossucca, uno dei genitori -, il viavai inizia sotto il ponticino che conduce ai giardini e questa gente traffica sia di notte che giorno, senza scrupoli né un minimo di ritegno. Siamo preoccupati per i nostri figli che vengono qua a giocare. Non ci sogneremmo mai di mandarli da soli visto il giro che si è creato. Va avanti così ormai da quando alcuni spacciatori giardini vicino alla Conad si sono allontanati dopo ripetuti controlli. Se non interverranno le forze dell'ordine, stavolta li cacceremo noi». Dai racconti dei residenti sembra che anche alla luce del sole i magrebini nascondano il "bottino" persino dietro le piante. «Faccio un appello al questore, a nome dei cittadini che rappresento, affinchè intervenga attraverso una maggiore presenza dei suoi uomini a presidiare anche le zone limitrofe, lontane dal centro storico, dove i cittadini possano sentirsi sicuri e tranquilli - auspica Mosca - Non si può continuare a sopportare questo modo di vivere e non è accettabile che questi delinquenti la facciano franca».

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