Attenzione
Meccanotessile, scontro tra big
Ilenia Reali
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Il salone di Itma a Barcellona Guerra legale tra aziende per una macchina copiata
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PRATO. Se a Premiere Vision si discuteva sull'esigenza di rendere visibile l'appartenza delle imprese pratesi, alla fiera meccanotessile Itma, in corso in questi giorni a Barcellona, l'aria è ben più pesante. Ed è scontro frontale tra due imprese dell'area metropolitana, la Pafa System di Prato e la Martex di Calenzano. Da una parte l'impresa di Francesca Fani, delegata della presidenza all'Unione industriale pratese, dall'altra quella dell'imprenditore fiorentino Andrea Maier partner del presidente della Camera di commercio Carlo Longo nella rete d'impresa per il meccanotessile. Al centro del contendere una macchina per la produzione di ciniglia esposta nella fiera di Itma. Macchina che la Martex presenta nel suo stand come innovativa e che la Pafa sostiene di avere in produzione, identica, con un meccanismo brevettato addirittura nel 2007. La scoperta della "copia" sarebbe avvenuta il giorno precedente all'inizio dell'importante fiera spagnola Itma quando i tecnici della Pafa, insospettiti da un articolo in cui l'imprenditore Longo presentava la rete di impresa, si sarebbero recati nello stand dell'azienda concorrente per vedere la nuova creazione. Ed è da quel momento che sarebbe scattata la guerra legale: da una parte gli avvocati della Pafa che hanno effettuato una perizia, dall'altra quelli della Martex che avrebbero fatto una controperizia. Coinvolta nello scontro tra le aziende toscane anche l'organizzazione di Itma, Cematex, che avrebbe inviato una lettera all'azienda di Calenzano con cui la diffidava a tenere quella macchina esposta. "Invito" non accolto perché i titolari non avrebbero ritirato la lettera in cui si annuncia, tra l'altro, che Itma si riserverà di decidere se accettare l'azienda fiorentina all'evento fieristico in Asia. Andrea Maier dallo stand di Barcellona ha poca voglia di parlare. «L'accusa della Pafa è falsa - sottolinea - ed è stata smontata dai nostri avvocati che hanno presentato una controperizia. Prova dell'infondatezza delle accuse è il fatto che la macchina è qui, esposta al pubblico». Non si danno spiegazioni invece sulla proprietà della macchina della discordia: è prodotta da Martex o dalla rete di aziende? «Non ha importanza di chi è», risponde alla domanda. «Il dato è che si trova dentro il nostro stand». E anche dallo stand di Pafasystem si sceglie la via del silenzio. «Confermo - si limita a dire Francesca Fani - che riteniamo che quella macchina per la produzione della ciniglia - sia uguale alla nostra e che abbiamo intrapreso vie legali ma proprio per questo preferiamo non rilasciare dichiarazioni». Lo scontro è in atto e, si acuirà ancora di più, al rientro in Italia quando ai legali spagnoli si sostituiranno quelli pratesi: pronti a dimostrare, aiutati dai periti, che il proprio cliente è l'inventore dell'innovativo meccanismo oggetto della discordia.
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