Il dolore
Le passeggiate al Palco e i pesciolini fritti
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A sinistra, Roberto Cenni con mamma e sorella sulla salita del Palco e 22enne a Carmignano A destra, il sindaco oggi I ricordi di Roberto Cenni. «Il sito del Tirreno diventerà la memoria storica della città»
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PRATO. «Mi sembra proprio una bella iniziativa. Il sito del Tirreno potrà diventare la memoria storica di Prato e una memoria viva perché in divenire. Bravi». E' il sindaco Cenni che inaugura con le sue foto "Prato com'era" vista anche attraverso gli scatti dei vip cittadini. Roberto Cenni a 5 anni davanti al macchinone di un cliente americano dell'azienda di suo padre nella zona dell'attuale viale della Repubblica; a 8 anni con con la mamma Lara e la sorellina Rossana di 6 anni, lungo la salita del Palco; e infine a 22 anni, magrissimo, a Carmignano pantaloni a zampa d'elefante e basettoni in perfetto stile anni Settanta. Anche queste foto entreranno a far parte dell'archivio di "Prato com'era" su internet. E i ricordi corrono: «Sì, in via del Palco ci andavamo sempre. Praticamente ogni domenica a fare merenda o a pranzare alla Fontana - spiega Cenni - era l'unico modo di farmi mangiare. Mi ricordo che prendevamo i pesciolini fritti o la bistecca». «Uscivamo da casa, al Soccorso, in via Livi, dove abitavamo - continua - prendevamo l'autobus fino alla Castellina e poi di lì a piedi per via del Palco fino al ristorante». Poi è arrivata la prima macchina, una Giardinetta, e poco dopo l'avvio della prima azienda (nel 1962). «Mio babbo - dice Cenni - prima faceva il tessitore». A 18 anni Cenni prende la patente: «Ma non avevo una macchina mia usavo la "500" della mamma». Dopo arriva l'autonomia mantenendo però l'abitudine delle scampagnate. Tutte le volte che si poteva e con gli amici. «Andavamo spesso a Carmignano, ma anche a Poggio a Caiano a mangiare in un locale che ormai non esiste più e che si chiamava il Merendero».
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