Il dolore
I cinesi fanno le borse per le griffe
Paolo Nencioni
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Le borse trovate nel capannone di Santa Maria a Colonica In basso un’altra immagine dell’aziendaBlitz a Santa Maria a Colonica: commissionate da Dolce & Gabbana
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PRATO. I cinesi producono per pochi spiccioli le borse griffate che poi vengono vendute nei negozi di lusso a centinaia o migliaia di euro. E' questo il risultato più eclatante del controllo compiuto mercoledì sera nell'ex Lanificio San Giorgio. Il grande capannone di Santa Maria a Colonica, tra via Crocini e via del Campostino, è stato circondato da decine di poliziotti e passato al setaccio. In una delle sei aziende gestite da cinesi sono state trovate centinaia di borse di pelle, che però non sono state sequestrate. Il motivo è molto semplice: non sono falsi. Dalla documentazione trovata sul posto sembrerebbe che la produzione di borse fosse stata regolarmente commissionata ad aziende italiane, che poi avrebbero dato il lavoro in subappalto ai cinesi, da tre note griffe «di rilievo nazionale e internazionale», scrive la Questura. Massimo riserbo sui nomi dei committenti. Uno però è trapelato: si tratta di Dolce & Gabbana. Il sistema non è inedito, anche se raramente viene alla luce. Le implicazioni invece sono sicuramente imbarazzanti per le grandi case di moda, che sono impegnate ogni giorno a combattere la contraffazione dei marchi ma poi evidentemente non disdegnano di affidare, anche se indirettamente, la produzione a quegli stessi cinesi che sono campioni della contraffazione. L'altro profilo imbarazzante riguarda le condizioni in cui sono prodotte le borse. Sui 26 operai cinesi trovati nella ditta in questione, solo uno è risultato essere clandestino ma l'attività è stata sospesa per l'«inosservanza della normativa in materia contributiva e fiscale». Dunque l'azienda cinese, secondo la Direzione provinciale del lavoro, pagava solo in parte tasse e contributi previdenziali. Così facendo riusciva a produrre borse a costi risibili, le stesse borse che poi finiscono magari nel Quadrilatero della moda milanese a prezzi molto più alti. Ci guadagnano i cinesi, ma ci guadagnano ancora di più gli italiani.
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