Il Tirreno

Prato

Consiag, è caos sulla trattativa

Il sindaco Roberto Cenni
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Il sindaco Roberto Cenni

Il Comune: la gara va avanti. Bugetti: «No alla svendita»

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PRATO. Partito democratico infuriato. I "cespugli" della maggioranza di centrodestra in Comune che chiedono spiegazioni. La giunta che mette un punto fermo: la gara andrà avanti. Ha creato un vespaio la notizia dei termini della trattativa tra Comune e Consiag per fermare, prima o poi, la guerra del gas. Situazione in movimento, numeri ballerini, timori che un'ipotesi di accordo - senza ancora alcuna carta scritta - così faticosamente raggiunta possa di nuovo saltare. Eppure la senzazione è che la palla stia per andare in buca. In realtà l'ipotesi di accordo alla quale stanno lavorando non solo il Comune di Prato ma tutti i Comuni soci Consiag, è molto più complessa. E riguarda una cessione più vasta di quote che la spa del gas si sarebbe resa disponbile a riacquisire. Tutto da chiarire, in questa operazione, il ruolo di Estra. In pratica buona parte dei Comuni avrebbe intenzione di rendere piccoli pacchetti azionari - 2,4% - alla casa madre per aver garanzia, in tempi di magra, di un'entrata in più nel 2012 da utilizzare per parte corrente. La parte del leone, però, la farebbe il Comune socio di maggioranza, Prato, intenzionato a cedere il 13% del proprio pacchetto per mantenere il 25%. Una cessione del valore di quaranta milioni (secondo i falchi ancora troppo pochi) così suddivisi: 10 cash, denaro liquido da mettere in cassa nel 2012, 10 l'anno successivo attraverso un'operazione complessissima sulla cartolarizzazione dei canoni di Publiacqua, 20 sono il valore dell'area ex Banci che con uno scambio tra azioni e terreni tornerebbe nella proprietà del Comune. Con grande soddisfazione dei Comuni dell'hinterland fiorentino che giudicano quei terreni vincolati ma mai valorizzati, poco più di una palla al piede. C'è chi lavora ad un'ipotesi ulteriore che prevederebbe una quota di cash ancora più alta: 27 milioni di euro per il 10% delle azioni di Consiag. Strada tutta da verificare.  Certo è che la maggioranza di centrodestra sulla linea da tenere rispetto alla trattativa è ancora decisamente frammentata: c'è chi è per vendere tutto, chi per trattare a oltranza, chi per affermare che i residui della spa (50 milioni) sono di proprietà dei Comuni e vanno ripresi. Un punto di convergenza si è cercato nella nuova riunione di maggioranza convocata ieri sera. Ma con un "paletto" ben piantato dalla giunta Cenni: che la gara non si tocca. Trattativa o non trattativa la procedura non verrà revocata. Una precisazione ritenuta necessaria anche per evitare che le aziende interessante possano essere indotte a non presentare le offerte.  Una bocciatura totale sulla cessione di quote del Consiag da parte del Comune viene dalla segretaria Pd Ilaria Bugetti: «Assurdo - commenta - svendere l'azienda di eccellenza di Prato e costruita proprio con l'orgoglio pratese tanto sbandierato dal Comune». Semplice la riflessione della segretaria pd: «Se Prato cede azioni a Siena e Arezzo diventa più forte o più debole? Così - conclude Bugetti - salta anche il progetto della multiutility con Asm voluto da Cenni».

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