La manifestazione
Dimissioni per Morganti, puniti i rivoltosi
Cri.Or.
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Lex segretario regionale del Carroccio Claudio Morganti Terremoto in casa Lega Nord, commissariato il partito regionale
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PRATO. Punito Morganti. Puniti i rivoltosi. Perché alla fine, come si dice a Prato,"poggio e buca..." Un'altra forte scossa di assestamento all'interno della litigiosa Lega Nord Toscana con punizioni distribuite a man bassa - sospensioni dal partito - tra le file dei dirigenti che nel marzo scorso organizzarono la fronda (una mozione di sfiducia) contro il segretario regionale plenipotenziario, nonchè europarlamentare Claudio Morganti ma contemporaneamente con la "decapitazione", appunto, del "boss" toscano, al quale è stato concesso l'onore delle armi: un'uscita "morbida" di scena. Risultato: Lega regionale commissariata. I ben informati raccontano che tutto parte l'11 settembre quando a San Miniato la Lega Regionale, quindi i "morgantiani", organizza la propria festa. Alla quale si presentano in molti ma quasi tutti per protestare: prima di tutto per la scelta del giorno. L'11 settembre (ricorrenza degli attentati alle torri gemelle e Pentagono) è una giornata di lutto mondiale - è il ragionamento - e non di festa. E allora circa 180 appassionati leghisti mettono da parte la camicia verde, indossano la t-shirt con la data degli attentati e la scritta: "La Lega non dimentica" e vanno alla festa. Dove si trovano in maggioranza: quasi duecento contro poco più di una ventina. Ed è lì che il partito nazionale - la direzione di Milano - comincia ad avere qualche dubbio. C'è chi dice che a Morganti sia stata fatta una proposta che non poteva rifiutare: o le dimissioni spontanee con possibilità di ricandidatura alla segreteria regionale nel congresso messo in calendario per la prossima primavera o un nuovo commissariamento. L'eurodeputato - questa è storia attuale - ha optato per la prima soluzione: dimissioni. Al posto del legato nominato da Calderoli, Giacomo Stucchi, inviato in Toscana col compito, mancato, di riappacificare le fazioni in lotta, arriverà il nuovo commissario Gianni Fava, mantovano, parlamentare che viene dato vicino alle posizioni degli "insorti". Scartato, invece, il secondo nome in pole quello di Paolo Grimoldi di Monza che invece - così si dice - avrebbe strizzatto l'occhio ai "morgantiani". Reggenza affidata per qualche giorno al segretario amministrativo Francesco Pellati. Raffica, come si diceva, di sospensioni dal partito per i rivoltosi, a partire dalla consigliera regionale del Carroccio Monica Staccioli (9 mesi) passando per i segretari di Firenze, Massa, Lucca, Grosseto, Pistoia (4 mesi) e per finire con l'ex segretario del partito pratese Federico Tosoni, sospeso per una decina di mesi. Che effetti avranno le sospensioni? E' presto per dirlo, visto che sono già pronti i ricorsi. Si può invece affermare che nelle fila del Carroccio pratese poco o nulla cambierà. Il partito continuerà ad essere retto dal commissario nonchè assessore comunale Matteo Grazzini in attesa del congresso fissato per novembre. Che - secondo molti - avrà un esito scontato: la vittoria dei "morgantiani", in controtendenza a livello regionale e decisamente in maggioranza rispetto agli uomini della fronda. Senza contare che quelli sospesi non potranno votare.
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