Il Tirreno

Prato

Controllo telematico sui rifiuti

Barbara Burzi
Controllo telematico sui rifiuti

Il sistema Sistri rischia di mettere in difficoltà le aziende

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PRATO. Si scrive Sistri, si legge sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti che interessa centinaia di aziende pratesi. L'obbligo è stato ripristinato con la finanziaria, adesso tocca agli imprenditori dotarsi degli strumenti informatici per mettersi in regola. Pena sanzioni salate. Con l'obiettivo di rendere trasparente la gestione dei rifiuti «si è compiuta una vera rivoluzione per le imprese» dichiara Giulio Lupi, responsabile di "L'impresa Service", la società di Confartigiantato Imprese Prato che eroga servizi ambientali.  «Tuttavia - spiega - la prevalenza di un comparto tessile conto terzi dove si producono rifiuti non pericolosi, fa sì che l'obbligo di adesione al Sistri sia limitato a un numero inferiore di imprese rispetto ad altre zone d'Italia».  Cosa cambierà nello specifico? «Che il sistema di gestione del percorso di rifiuti finora tracciato attraverso la registrazione cartacea diventa digitale», spiega Lupi. «Questo consente al ministero - chiarisce - di poter andare a verificare in tempo reale i movimenti del flusso di rifiuti di una azienda e di intervenire, là dove si presentassero delle anomalie, con un'azione concreta volta a contrastare le ecomafie».  Se la finalità del Sistri è condivisibile, il servizio sta però rilevando alcune criticità che rischiano di gravare sulle spalle delle imprese. «Da una parte, si vuole imporre questo sistema a imprese piccolissime che non hanno dimestichezza coi sistemi informatici rischiando di rivelarsi troppo costoso per loro - sottolinea Lupi -; dall'altra, ancor pià grave, c'è stata da parte del ministero dell'Ambiente un'introduzione del sistema a tappe forzate senza verificarne prima l'efficienza. La prova del nove, cioè il click day promosso dalle associazioni di categoria, ha evidenziato problematiche e carenze nel servizio».  Tra abrogazioni, ripristini e proroghe, la data d'avvio effettiva per tutte le tipologie d'imprese che producono rifiuti speciali o pericolosi è fissata al 9 febbraio 2012. Fatta eccezione per le piccole imprese fino a dieci dipendenti, per le quali l'obbligo è stato rinviato al 1 giugno 2012.  «Le perplessità da parte nostra rimangono - conclude il responsabile della società di servizi ambientali di Confartigianato Prato - poiché un sistema che è stato gestisto con pressapochismo in un settore in cui un errore formale si paga migliaia di euro, ha messo in seria difficoltà le nostre imprese. Tuttavia, l'associazione continuerà a svolgere l'attività di informazione e di sostegno come ha sempre fatto, con l'auspicio di arrivare a una funzionalità del sistema per la data dell'appuntamento.

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