Il Tirreno

Prato

Poveri in aumento ma le risorse calano

G.C.

Presentato in Provincia il rapporto 2011 sull'esclusione sociale

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 PRATO. Come venire incontro alle nuove povertà? Ci sono delle cifre più eloquenti di tanti discorsi. Sono i fondi statali per il sociale inseriti nel bilancio di previsione dal 2008 al 2013. Dai 2.526,7 milioni di euro del 2008 si prevede di passare a 271,1 nel 2013. E questo è il totale. Scendendo nel particolare il fondo per le politiche della famiglia è passato da 346,5 milioni del 2008 ai 5,15 milioni del 2011, il fondo per le politiche sociali è passato da 929,3 milioni del 2008 a 273,9 milioni di euro del 2011. Il fondo non autosufficienza è passato dai 300 milioni di euro del 2008 allo zero del 2011 ed anni a seguire. Il fondo inclusione immigrati è passato da 100 milioni del 2008 a zero già nel 2010 e così è oggi. Stessa cosa vale per il fondo servizi infanzia. In pratica lo Stato, in anni in cui sale la disoccupazione e la crisi attanaglia milioni di famiglie, anziché raddoppiare gli sforzi li riduce mettendo così in forte difficoltà gli enti locali che sono da sempre in stretto contatto coi bisogni dei cittadini. Tanto che, ad esempio, l'assessore provinciale al sociale, Loredana Ferrara, ha in bilancio solo 90mila euro come sostegno le famiglie in difficoltà (anziani, handicap).  Di questo si è parlato ieri mattina durante la presentazione del rapporto 2011 sulla povertà a palazzo Banci Buonamici. Il report, curato dalla Regione Toscana, "Esclusione sociale e disagio grave in Toscana. Indagine sulle strutture e sui servizi per la povertà", è stato illustrato dal curatore Fabio Bracci e commentato dall'assessore della provincia di Prato Loredana Ferrara e da Giovanna Faenzi, dirigente regionale dell'area inclusione sociale. Hanno partecipato il presidente della Provincia Lamberto Gestri, l'assessore del Comune di Prato Dante Mondanelli, della provincia di Firenze Antonella Coniglio e il vescovo di Prato Gastone Simoni. Uno studio dettagliato e ricco di riflessioni che ha come unica pecca l'assenza del capoluogo di Regione, Firenze, che ha deciso di non aderire allo studio.  «A Prato la situazione è pesante - ha commentato il presidente Gestri - lo dicono i numeri e gli operatori, addetti e volontari, che in questo settore operano. E mentre le difficoltà crescono, le risorse crollano. I tagli della Finanziaria sono drammatici, dobbiamo impegnarci al massimo e con grande coesione per utilizzare ogni risorsa e ripensare il sistema welfare». Allarmata anche l'assessore provinciale Ferrara: «Chiederò alla Regione e al presidente Rossi un piano specifico per Prato».  «Il timore è che quella di Prato diventi una guerra tra poveri vecchi e nuovi - ha detto Mondanelli - le scelte del Governo non vanno nella direzione che ci aspettavamo, ma lamentarsi non serve. E' un dovere per gli amministratori ripensare strutture e servizi per rispondere ai bisogni». Anche le parole del vescovo Simoni sono apparse all'insegna della concretezza, partendo da alcuni dati: «La rete diffusa nella diocesi e coordinata dalla Caritas ha dato ascolto a circa 3700 persone quest'anno, i disoccupati sono oltre il 60% e il 70% sono stranieri». Il vescovo Simoni ha offerto la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni per ogni progetto che incentivi ascolto e aiuto.

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