Sicurezza
Gli obiettivi: trovare il giusto equilibrio costi-ricavi e affermarsi sul piano della qualità. 15 aziende in corsa per i Pv Awards
L'esercito del tessile alla prova del nove
Ilenia Reali
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Unimmagine di Premiere Visione A Parigi parte Premiere Vision con una corposa presenza pratese in cerca di conferme
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PARIGI. E' un autentico esercito di imprenditori pratesi quello che oggi scenderà dalla Rer B a Parc des Expositions. Centoventi sono solo coloro che hanno acquistato uno stand alla fiera più importante del tessile, la francese Premiere Vision. Poi ci sono tutti gli altri: i terzisti, i titolari delle aziende più piccole a cui si sommano tecnici, agenti e rappresentanti. Per ognuno di loro quest'anno è impossibile mancare all'evento fieristico che avrà il compito di definire gli affari e gli equilibri per il 2012. L'economia globale è sotto scacco e con l'Italia che soffre particolarmente, riuscire a trovare il giusto equilibrio tra ordini da mettere in cascina e margini da ricavare sarà la sfida più grande per ogni imprenditore. I pratesi hanno alle spalle due-tre anni difficili e ora per far bene non solo devono riuscire a vendere le loro stoffe a clienti che hanno sempre meno voglia di spendere, ma devono anche riuscire a calcolare al centesimo quanto spenderanno e soprattutto per quanto dovranno far ricorso a risorse esterne, perché i soldi costano e costeranno sempre di più proprio come le materie prime. In questa stagione più di sempre i pratesi dovranno essere sempre più manager che venditori. E allora ecco che Parigi sarà la prova del nove. Importante sarebbe anche confermarsi i "re dell'eccellenza", conquistando per il secondo anno consecutivo il premio della Fiera, il Pv Award. In nomination, su cento aziende complessive ci sono una quindicina di pratesi: Dinamo, Bisentino, Bardazzi per fare alcuni nomi. L'anno scorso il premio andò al lanificio Ricceri e anche se all'atto pratico la seta fiammata che conquistò il primo posto è stata venduta pochissimo, è pur vero che ha contribuito a far conoscere l'azienda e Prato. «Aver vinto - spiega lo stesso Francesco Ricceri - non ha portato a vendite massicce di quella stoffa, ma certo è servito all'azienda per essere visitata da qualche cliente in più. Abbiamo avuto una visibilità maggiore e ci ha aiutati nel cammino che avevamo già avviato: concentrarci su prodotti di particolare qualità». Ed è proprio la qualità un'altra sfida alle porte per i pratesi: senza quella, infatti, è difficile applicare prezzi un po' più alti capaci di dare margini di utile anche in un mondo dove i costi di produzione tendono sempre ad alzarsi. Spesso senza che questo possa essere previsto.
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