La manifestazione
Morganti è pronto alle dimissioni
Carlandrea Poli
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Claudio MorgantiL'ultima mossa del segretario della Lega Nord contro la fronda interna
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PRATO. Il chiaro segnale è arrivato l'11 settembre, in occasione della festa conclusiva della Lega Nord a San Genesio. Con un centinaio di militanti ribelli - muniti di t-shirt commemorativa dei morti nelle Twin Towers - che hanno preso d'assalto di prima mattina il sacro prato alle porte di San Miniato per occupare il palcoscenico e mettere in minoranza, almeno per una volta, i vertici del movimento. La Lega in Toscana, frastagliata da continue divisioni interni, non poteva andare più avanti su quella china. A nulla è servito l'arrivo in primavera del legato federale Giacomo Stucchi: Claudio Morganti non ha ripreso il controllo pieno dei leghisti ed i ribelli hanno preso coraggio rendendo impossibile ogni attività del movimento. Dalla presa di coscienza in queste ore Morganti sta passando all'azione e vorrebbe giocare stavolta d'anticipo sugli avversari interni rassegnando già questa settimana le dimissioni da segretario regionale per aprire le porte ad un commissariamento. La voce si è sparsa ben presto fra i suoi avversari interni, capitanati dalla consigliera regionale Marina Staccioli e dal capogruppo in Comune a Prato Emilio Paradiso. «È una possibilità sulla quale sto seriamente riflettendo - ammette Morganti raggiunto telefonicamente, -. Il movimento è bloccato dall'ostruzionismo e io non riesco a dedicarmi al 100% alla vita politica, perché una parte delle mie energie le devo rivolgere alle grane interne. Per ripartire sarebbe utile un commissario che, forte del suo potere assoluto, possa tagliare alcune teste». L'offerta delle dimissioni, pertanto, se possono essere lette in una chiave di disponibilità verso il movimento nei propositi di Morganti non si tradurrà in un gesto di distensione, anzi. «Il nostro problema - aggiunge Morganti - è aver accolto troppi politici da destra come da sinistra, che nel tempo si sono comportati come degli extracomunitari. Appena sono entrati nella Lega hanno provato a imporre le loro regole. Non ho mai sopportato né le correnti né la ricerca delle poltrone». Sull'imminenza delle dimissioni, però, prova a mordere il freno: «Devo consultarmi con Calderoli. La mia potrebbe essere anche una strategia. Appena ho accennato al commissariamento molti militanti si sono impauriti».
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