Toscana
LINTERVENTO
Col sottopasso si sfrutta lo spazio due volte per il Soccorso guardiamo ad altri paesi
4 MINUTI DI LETTURA
Gentile sindaco Cenni, con questa lettera vorremmo comunicarLe la nostra posizione in relazione alla scelta tra soprapasso e sottopasso del Soccorso in questa forma "aperta" affinché il nostro intervento possa trasformarsi in un contributo costruttivo per cercare la migliore soluzione per la città. Sappiamo che da sempre Lei è sostenitore dell'interramento della Declassata nel quale, come noi, vede la possibilità di ridisegnare quell'area attraverso progetti che fondano due aree che seppur vicini non trovano connessione perché tagliate da un'arteria ad alto scorrimento, vitale per la mobilità della nostra città e non solo. Un problema di viabilità può essere l'occasione per progettare e migliorare con un linguaggio contemporaneo una zona della città qual è il Soccorso, stretta tra la Declassata e la città storica. Scelte urbanistiche degli anni '50 hanno dato origine ad un quartiere ad alta densità edilizia che, con un costruito alto ed estensivo ha saturato ogni spazio libero. L'area è densa anche da un punto di vista abitativo ed è sofferente per la mancanza di spazi pubblici, verde urbano e parcheggi. Vi è la necessità di un progetto in cui, pur nei limiti imposti dalla crisi economica, una comunità possa riconoscersi nel proprio spazio. Citiamo alcuni progetti che nascono da simili presupposti e sviluppati in altre nazioni perché pensiamo che sia atteggiamento corretto guardare all'esperienza positiva di altri. La Francia attraverso una politica favorita dal Ministère de l'Equipement ha ritenuto che la riqualificazione di arterie urbane sia una pratica capace di contribuire ad una trasformazione sociale, economica e spaziale dei quartieri interessati da attuare soprattutto nelle periferie urbane e nei quartieri più «problematici», come strategia per riappropriarsi dello spazio della strada come luogo di socialità. Il caso più esemplare è quello di St-Denis dove la città veniva tagliata dall'autostrada. Il progetto realizzato vede l'autostrada interrata e sopra ad essa vi è una "piattaforma verde", i giardini Wilson, lunga più di 1 km fiancheggiata da viabilità di quartiere dove spazi a verde dal disegno semplice si alternano a piazze e parcheggi. In Spagna a Barcellona in occasione delle olimpiadi del'92 fu interrata a tratti la Ronda, tangenziale fondamentale della città e nella parte superiore furono poste aree ed impianti sportivi pubblici. Per la costruzione fu prima realizzata la viabilità di quartiere a raso che garantiva, seppur con disagi, la circolazione, poi si procedette all'interramento. Sempre a Barcellona in tempi successivi e forti dell'esperienza precedente, è stato realizzato sopra l'interramento di una porzione di Ronda, il Parc de la Solidaritat con un disegno architettonico complesso. È uno spazio verde, di circa due ettari e dotato di attrezzature per il gioco, che funziona come un ponte che unisce i quartieri di Can Clota e Can Vidalet. Questi paesi hanno compreso e percorso quella che nel linguaggio tecnico è definita "conciliazione" con la quale si cerca la sinergia tra strada e ambiente urbano di cui concorre a migliorarne la qualità, poiché lo spazio pubblico, associato alla strada, è in "osmosi" con i quartieri serviti. Questo schema sostiene l'obiettivo dello sviluppo equilibrato del territorio e quindi della coesione territoriale al quale corrisponde una maggiore coesione sociale. Questo aspetto nella nostra città assume una particolare connotazione se pensiamo alle problematiche legate alla zona di via Pistoiese, il Macrolotto 0. Le scelte urbanistiche hanno profonda incidenza sul tessuto sociale. Si è spesso argomentato la scelta di favorire il sopra passo perché ritenuta la soluzione più economica. Quando si valuta un'opera pubblica non si può pensare alla valutazione dei costi senza aver verificato anche i costi sociali oppure i suoi benefici. L'interramento consente di utilizzare per due volte un medesimo spazio ed il costo sostenuto produce quindi un doppio utilizzo del suolo. Infine vorremmo, non senza polemica, sottolineare il fatto che per anni questa città ha subito i disagi in termini di viabilità per la realizzazione di sotto passi che, talvolta lontani dagli insediamenti urbani, avevano l'unica finalità di far scorrere più rapidamente le auto. Ci troviamo ora in prossimità di un'area altamente urbanizzata, l'unica che, probabilmente l'interramento lo richiede, e si propone una soluzione in assoluta contro tendenza. Il Consiglio dell'Ordine degli architetti della Provincia di Prato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google