La manifestazione
Salve le aperture domenicali
Ba. Bu.
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Negozi nel centro storico Resta lapertura domenicale Prato resta fuori dalla manovra governativa
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PRATO. Se fosse passata la prima versione della manovra finanziaria, per il commercio sarebbe stata una vera rivoluzione: via i vincoli degli orari di apertura dei negozi. Avanti la possibilità di rimanere aperti anche 24 ore su 24 senza più distinzioni tra giorni festivi e feriali, pomeriggio o sera. Poi il governo ha fatto marcia indietro limitando la liberalizzazione ai centri turistici e alle città d'arte. Il timore di dover dire addio allo shopping dei giovedì sera di luglio o alle aperture domenicali straordinarie è durato il tempo di scoprire che Prato turistica lo è eccome e che quindi, sostanzialmente, non cambierà niente. Lo stop all'apertura serale e domenicale libera per tutti i negozi non ci riguarderebbe dato che il Comune di Prato rientra nell'elenco delle località turistiche stilato dalla Regione Toscana nel 2009. «Addirittura - puntualizza l'assessore comunale alle Attività produttive e al Commercio Roberto Caverni - abbiamo un accordo di area vasta in materia di commercio che consente ai negozianti di derogare ai limiti sulle aperture superando il concetto di città turistica». In attesa che la Regione stili il nuovo elenco delle località turistiche, a Prato resta in vigore l'ordinanza comunale che stabilisce l'apertura facoltativa dei negozi del centro storico con l'eccezione delle chiusure festive obbligatorie. Anche le associazioni di categoria non hanno tardato a prendere una posizione in merito ai provvedimenti della manovra finanziaria. «La decisione sulle città turistiche è stata poi rimandata alle regioni - spiega Aldo Lorenzi, direttore di Confesercenti Prato - noi siamo sempre favorevoli alle aperture, ma solo se il gioco vale la candela. In una città come Firenze può valerla, a Prato forse no. Con la facoltà di scegliere, per esempio, restare aperti durante il mercato internazionale in piazza Duomo sarebbe ottimale, visto che attira ogni anno fra le 80.000 e le 100.000 presenze. Se i turisti trovassero aperti anche i negozi e i musei non ci guadagnerebbero solo loro, ma anche noi». L'Unione commercianti di Prato definisce «spinosa» la distinzione tra città turistiche e d'arte e quelle che non lo sono. Fatto sta, comunque, che, almeno sotto questo aspetto della manovra del governo, Prato non avrà penalizzazioni di sorta. I negozi la domenica potranno restare aperti.
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