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Prato

L'incubo Swap per il Comune: già pagati interessi per 5 milioni di euro

Carlandrea Poli
L'incubo Swap per il Comune: già pagati interessi per 5 milioni di euro

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«Chi ha pasticciato in questo modo deve essere chiamato a risarcire i danni». Vuole usare i toni del monito il sindaco Roberto Cenni. Sugli swap avrebbe di che recriminare alle giunte che lo hanno preceduto. Da strumento di protezione i derivati finanziari sono diventati per il Comune un autentico strumento di tortura, che ha fatto sanguinare il bilancio. Più di cinque milioni di euro sono volati via, altri 2,8 sono stati accantonati dalla giunta - togliendoli dalle disponibilità di spesa - in attesa del verdetto della giustizia amministrativa. È proprio da quest'ultima e, precisamente, dal Consiglio di Stato che si sta alimentando il nuovo fronte di contesa fra Comune e Dexia Crediop.

La recente sentenza sul caso analogo della Provincia di Pisa ha stabilito che deve essere il giudice amministrativo ad occuparsene - e non il foro di Londra come scritto nel contratto - e per valutare la congruità dello swap bisogna attenersi al principio di convenienza economica stabilito dalla finanziaria del 2001. L'ora della verità comincerà a scoccare il prossimo 23 novembre, quando di fronte al Tar il Comune rappresentato dagli avvocati Pasquale Vulcano e Gaetano Berni aprirà il braccio di ferro con i legali di Dexia. «Eppoi c'è anche il filone penale - dice sibillino Berni -. In proposito è indicativa la sentenza della Corte dei Conti contro Poste Italiane, individuando responsabilità anche nel presidente del CdA, per cui...».

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