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Prato

Incontro al Viminale, Mantovano promette più uomini per Agenzia entrate, polizia, carabinieri

Niente limiti ai Money transfer

Niente limiti ai Money transfer

Provvedimento choc della manovra, Prato insorge e chiede modifiche

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PRATO. Il punto sull'efficacia dei controlli alle comunità immigrate e le risposte sulle richieste di Prato. Prima tra tutte quella di porre una sorta di cauzione antievasione sulle imprese straniere. Sono stati questi i due argomenti forti discussi ieri al Viminale. Ospiti del sottosegretario Alfredo Mantovano, nel tavolo interministeriale dedicato a Prato e avviato un anno fa, il sindaco Roberto Cenni, il presidente della provincia Lamberto Gestri, il prefetto Maria Guja Federico i vertici della Guardia di Finanza.  «Si è trattato - è stato il commento di Cenni - di un incontro importante perché oltre a quanto è stato fatto per accogliere le segnalazioni e le richieste che arrivano dal nostro territorio, come l'aumento del personale di 25 unità all'Agenzia dell'Entrate, il governo solleciterà gli uffici per superare il problema della carenza di risorse umane destinate a Motorizzazione, tribunale, pubblica istruzione e forze dell'ordine». Il Comune quindi ha incassato la promessa di rinforzi per gli uffici distaccati dello Stato: oltre ai 25 dell'Agenzia delle entrate, 8 in più per la Questura, 5 in più per i carabinieri e 3 per la Direzione del Lavoro. Ma è tornato con un deciso "niente da fare" sulla cauzione: «Il sottosegretario è stato chiaro - ha spiegato Cenni - l'attuale normativa non lo permette». Punto e basta.  Più ambigua invece la situazione sui money trasfer. «E' evidente che per contrastare l'illegalità serve un'azione politica più coraggiosa e incisiva, i controlli sono importanti ma non bastano» è quanto affermato da Gestri che si spinge un po' più in là: «Certo è gravissimo - attacca - che il governo con un vero e proprio blitz nella manovra, modificando le norme che riguardano i limiti del trasferimento di denaro attraverso i money transfer, abbia reso più difficile contrastare il fenomeno delle rimesse verso i paesi stranieri». Cos'è accaduto? Che nella manovra - hanno spiegato al tavolo i vertici delle Fiamme Gialle romane - pare sia stato eliminato quell'articolo di legge che fissava il tetto dei trasferimenti a 2.000 euro con una deroga a 5.000, ma per motivi gravi e documentati.  «Allo stato - prosegue Gestri - ai trasferimenti non ci sono più limiti». Ed è immaginabile supporre che la cifra record di 5 miliardi di euro che in questi anni ha abbandonato Prato attraverso i money trasfer, possa ben presto aumentare. E proprio sull'evasione fiscale a Prato ha spinto l'acceleratore il sindaco, facendo presente i numeri straordinari che il territorio presenta «sia per quanto concerne i tributi comunali, Tia in particolare - ha precisato - per il recupero dei quali ci siamo già attivati, sia per quanto riguarda le tasse dirette e indirette, per il cui recupero invece è indispensabile continuare a innalzare il livello delle indagini. Solo così potremo sradicare il sistema organizzato di illegalità che insiste sul territorio».  Per Gestri che punta su una via politica per l'integrazione «l'impegno per i controlli, che pure è importante e ha dato alcuni risultati, non è sufficiente; le relazioni con il consolato cinese di Firenze e con la stessa comunità - ha concluso - devono fare un salto di qualità: è necessario un dialogo chiaro e netto».  Il sottosegretario Mantovano ha riconvocato il tavolo interministeriale su Prato tra due mesi: «Per verificare quanto realizzato - ha concluso Cenni - e per continuare il lavoro in favore della nostra città».

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