Gioco
Bagno sporchissimo e ascensore in tilt Odissea per due disabili
Alessandro Pattume
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Alessandro Tartoni con lamica Angela e lascensore del Castello I servizi pubblici erano invasi dal sangue impianto del Castello fuoriuso in pochi mesi
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PRATO. Un ascensore che si blocca imprigionando per una mezzoretta il malcapitato di turno. Cose che, causa usura, prima o poi accadono in qualsiasi condominio. Senza ascensore. Ma se a bloccarsi è il nuovo ascensore montato a lato dell'ingresso del Castello dell'Imperatore, le cose cambiano un po'. Troppo nuovo per lasciar solo pensare all'azione del tempo e delle intemperie. L'ascensore esterno del Castello infatti è proprio rotto: è rotta la pedana di sicurezza e per rompersi dev'essere successo qualcosa. Tipo un utilizzo improprio dell'ascensore, ossia il sovraccarico della pedana, che pensata per trasportare solo persone non può certo reggere un pianoforte, tanto per fare un esempio. Così qualcuno, durante uno dei tanti eventi che si sono tenuti al Castello dell'Imperatore quest'estate, ha fatto il danno. Chi è stato? Prato non è per disabili. Nessuno comunque se n'è accorto finchè la signora Angela, disabile, arrivata da Trento in visita ad un amico pratese non c'è rimasta chiusa dentro. La signora, suo malgrado, è stata protagonista di un'altra spiacevole disavventura. Che forse racconta meglio di tante altre cose l'accoglienza pratese ai turisti e anche e soprattutto ai disabili. «Abbiamo invano cercato un bagno in due o tre bar del centro ma abbiamo incontrato solo scale - racconta la signora - così siamo andati all'Urp, che ci ha indirizzato al bagno pubblico via dei Manassei. E' stata l'esperienza più terribile della mia vita: sangue ovunque, sporcizia, fialette rotte». Non solo barriere architettoniche ovunque, ma anche un bagno pubblico, l'unico nel centro storico, a dir poco impraticabile. «E' una vergogna - protesta Alessandro Tartoni, il pratese amico della signora - non chiediamo mica la luna, solo un bagno dignitoso per disabili, anche a pagamento, solo dignitoso». Non solo sporcizia, qualcosa di più. Lo spiega un commerciante del centro che ha assistito a tutta la vicenda. «Quel bagno è la casa dei tossici, che ci vanno a tutte le ore - racconta - il Comune ha i mezzi e il tempo per curare anche queste piccole cose. Altrimenti come facciamo a considerarci una città turistica?».
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