Il Tirreno

Prato

Sarte e stiratrici scarseggiano

Mar. Lar.
Lorenzo Guazzini dell’azienda Montezemolo
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Lorenzo Guazzini dell’azienda Montezemolo

Exnova Service: «Gli stranieri sono più motivati»

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 PRATO. Toglietemi tutto, magari anche il lavoro, ma non le vacanze d'agosto. E meglio rimandare a settembre per mettersi in cerca di un'occupazione. Altro che crisi e portafogli degli italiani più vuoti. E' lo scenario che dipinge Exnova Service, cooperativa pratese che lavora sul versante appalti di servizi come trasporti e facchinaggio, stireria e confezionamento. Salti mortali per fare colloqui ai lavoratori in estate tanto da spingere chi fa selezione e ricerca di personale, come la cooperativa Exnovaservice, in questa considerazione.  «La verità è che ultimamente c'è più voglia di lavorare tra gli stranieri che gli italiani - ammette il presidente Alberto Di Salvo -. Si parla tanto di crisi la cui esistenza è innegabile, però i soldi per le vacanze d'agosto si trovano sempre. La volontà è quella di lavorare il meno possibile, optando magari per il part time. C'è da dire poi che figure come sarte e stiratrici professioniste scarseggiano. Sono mestieri in cui non ci si può improvvisare». Il ricambio generazionale poi lascia a desiderare. Una bella trovata l'ha avuta Lorenzo Guazzini, numero uno della sartoria Montezemolo, che è andato a "pescare" in altre sartorie per portare dentro l'azienda due abili sarti giapponesi. Loro sono giovani e ad affiancarli pensano i due sarti "storici", quelli più anziani che l'azienda si tiene stretti. «Non ci sono scuole che formano e uno stage serve giusto per imparare a mettere l'ago», lamenta Guazzini.  Intanto la denuncia che i lavoratori italiani avrebbero poca voglia di lavorare, facendosi sostituire così dagli stranieri, non trova molto d'accordo il direttore del Centro per l'Impiego Michele Del Campo. Intanto perché non si può fare di tutta un'erba un fascio. «E poi perché tutto sta nei processi produttivi del lavoro e nei modelli di organizzazione dell'impresa, troppo basati su contingenza e flessibilità occupazionale. Proponendo periodicamente contratti a termine e magari per la stessa mansione, si scaricano tutti i costi sul lavoratore che alla fine si demotiva. Che magari, se può, aspetta l'occasione successiva, preferendo utilizzare i benefici degli ammortizzatori sociali»

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