Il Tirreno

Prato

Vaste emorragie interne causate dalla caduta

L'autopsia al Ceppo: «Morto sul colpo»

Tiziana Gori

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 MONTALE. Vaste emorragie cerebrali e addominali conseguenti alle lesioni provocate dalla caduta. Salvatore Bennardo è probabilmente morto sul colpo. Pochi dubbi dall'esito dell'autopsia eseguita ieri pomeriggio all'ospedale del Ceppo dal medico legale Alberto Albertacci, che ha ricevuto l'incarico dalla Procura della Repubblica di Pistoia. Bennardo, 47 anni, è morto martedì pomeriggio a Montale mentre stava ispezionando il tetto di un capannone all'interno dell'impianto inceneritore di via Tobagi.  L'autopsia è stata disposta dal sostituto procuratore Francesco Sottosanti nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla magistratura per appurare le dinamiche dell'incidente.  La famiglia dell'imprenditore edile pratese ha acconsentito all'espianto delle cornee.  Cadendo da un'altezza di circa 8 metri all'interno del capannone, Bennardo ha battuto violentemente la testa e il tronco. L'esame autoptico ha rivelato la presenza di profonde lesioni cerebrali e addominali, con conseguenti emorragie interne. È probabilmente deceduto sul colpo. Il medico legale eseguirà anche degli esami istologici e tossicologici per accertare che il muratore non sia stato vittima di un malore. Per conoscerne gli esiti sarà necessario attendere circa un mese.  Dopo l'autopsia la salma è stata messa a disposizione dei familiari. Sposato con la signora Franca e padre di due figli, viveva a Figline, in via di Cantagallo. Oggi sarà decisa la data dei funerali, che si svolgeranno probabilmente domani mattina. Da oggi la salma sarà esposta nelle cappelle della Croce d'Oro a Coiano.  Un destino tragico quello che ha colpito la famiglia Bennardo, originaria della provincia di Cosenza. Nel 1979 il padre di Salvatore, Vincenzo, cadde da un ponteggio di un cantiere edile a Montemurlo e morì sul colpo. Padre di otto figli, quattro maschi e quattro femmine, ne lasciò alcuni in tenera età. Carmine, uno dei più grandi, morì il 24 maggio del 1985, a soli 31 anni, colpito da un ponteggio in un cantiere di Mezzana. Un tributo altissimo pagato al lavoro.

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