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STUDIO DI CONFARTIGIANATO
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STUDIO DI CONFARTIGIANATO Energia troppo costosa Gli imprenditori italiani pagano l'energia elettrica il 31,7% in più rispetto alla media dell'Unione europea. Tradotto in termini numerici, per ogni azienda si tratta di un esborso di 1.776 euro in più all'anno rispetto ai competitors europei. E' quanto rilevato da un'analisi condotta dall'Ufficio studi di Confartigianato, che ha elaborato una classifica delle regioni e delle province in cui gli imprenditori subiscono le differenze di costo più ampie rispetto agli altri paesi d'Europa. La Toscana è tra le regioni più penalizzate con 523 milioni di euro di divario di costi rispetto alla media Ue. A gonfiare la bolletta energetica delle imprese contribuisce la pressione fiscale che incide il 22,7% sul prezzo finale dell'elettricità. Per abbassare il costo il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini sollecita «riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell'elettricità e del gas». TRACCIABILITA' DEI RIFIUTI «Procedure complicate» «Sono le procedure complicate e costose a frenare l'avvio del Sistri non l'allergia ai controlli». Così Rete Imprese Italia replica a quanto affermato dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo sul sistema di tracciabilità dei rifiuti. «Sono ben altri i motivi che hanno ostacolato l'attuazione del Sistri - sottolinea Rete Imprese - procedure complicate e costose, problemi e ritardi nella distribuzione dei dispositivi Usb, malfunzionamenti dovuti a difetti nell'hardware e nel software».
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