Il Tirreno

Prato

La manovra va rivista e corretta

Diego Blasi
Stefano Bellandi (Cisl)
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Stefano Bellandi (Cisl)

Cisl e Uil, presidio di protesta e critiche alla Cgil

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 PRATO. Non si placano le proteste contro la manovra finanziaria che già ha incassato il via libera del Senato e che in serata, a scanso di episodi clamorosi, passerà senza ulteriori modifiche con il voto di fiducia anche alla Camera. Sul piede di guerra, oltre alla Cgil reduce dallo sciopero generale del 6 settembre, ora anche Cisl e Uil, che sempre di più rafforzano l'asse di ferro che vede le due confederazioni sindacali andare a braccetto sul piano nazionale quanto su quello locale. Maggiore equità, lotta agli sprechi e all'evasione fiscale sono i punti cardine su quali il segretario generale Cisl Stefano Bellandi e Angelo Colombo, segretario generale Uil, puntano il dito per porre miglioramenti alla manovra. «Con il presidio del 1º settembre davanti al Senato - dice Angelo Colombo - Cisl e Uil hanno iniziato la fase unitaria di mobilitazione nazionale per cambiare nel segno dell'equità la manovra economica. La mobilitazione quindi prosegue e domani entrambe le sigle sindacali si ritroveranno per un presidio sotto la prefettura».  I due segretari si soffermano sui cosiddetti "costi della politica" definiti «insostenibili», auspicando un ripensamento generale della spesa pubblica. «Non possiamo più permetterci questo lusso - incalza ancora Colombo - Le misure proposte sul dimezzamento dei parlamentari e l'abolizione delle Province vanno approvate quanto prima».  Il segretario della Cisl, Stefano Bellandi, concentra invece la sua attenzione sulle ripercussioni «disastrose» per il pubblico impiego, prodotte da provvedimenti «iniqui, che ricadono sulle spalle dei soliti noti». «Il contributo di solidarietà non può esser circoscritto solo al pubblico impiego - sottolinea - Tutti devono rientrarci. La patrimoniale per i grandi patrimoni potrebbe essere, per esempio, un punto di partenza da cui poter recuperare risorse per la crescita e per garantire i fondamenti di uno stato sociale quasi totalmente smantellato».  E poi c'è il nodo dell'evasione fiscale, da entrambi individuato come il male peggiore. «Bisogna far pagare - dice Bellandi - chi non ha mai pagato. È necessario abbassare la tracciabilità dei pagamenti e coinvolgere maggiormente i comuni, che dai proventi dell'evasione potrebbero ricavare risorse fondamentali per garantire quei servizi che la manovra è andata ad intaccare».  All'ombra di una possibile "manovra ter", i due sindacati promettono nuove iniziative, auspicando anche il sostegno della Cgil, «che però deve rivedere gli strumenti di lotta e i rapporti di forza tra l'ala massimalista predominante e quella riformista che soccombe». «Lo sciopero generale - spiega Colombo - non è servito a niente di concreto se non a far perdere un po' di soldi ai lavoratori. A forza di usare quest'arma si rischia di spuntarla».

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