Sicurezza
Il ritorno dei pratesi tra timori e speranze: «Ma è giusto esserci»
Alessandra Agrati
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MILANO. La carica dei pratesi a Milano Unica. L'edizione per la presentazione delle collezioni invernali ha ospitato 50 espositori del distretto (erano 30 a febbraio e 36 a settembre), fra questi anche qualche gradito ritorno. Il clima che si respira all'apertura degli stand è di un moderato ottimismo, anche se l'incertezza dell'economia italiana è percepita come una scure che si abbatte sulle piccole e medie imprese. Milano Unica fondamentalmente resta una fiera destinata al mercato interno, Parigi a quello internazionale e Monaco a quello tedesco. «Le aspettative sono buone - spiega Sandro Ciardi di Ultra - anche se gli scenari macroeconomici pesano sulla ripresa, gli umori dei clienti comunque sembrano buoni».
Sulla stessa lunghezza d'onda Roberto Marini di Marini Industrie: «Si percepisce un certo interesse per il tessile abbigliamento e soprattutto per le collezioni italiane, ma viviamo in una situazione di stand by in attesa di capire cosa succederà all'Italia. Certo che se ripartono le piccole e medie imprese anche l'economia segue a ruota». Decisamente meno ottimista Bruno Cerreto del Lanificio Nencini: «Il mercato non è esploso come ci aspettavamo soprattutto a causa dell'aumento delle materie prime. Per scelta non andiamo a Parigi anche se abbiamo un buon lavoro con i mercati stranieri, soprattutto con il Giappone e in parte la Cina. Sul mercato italiano, dopo il 2009, c'è stato un grosso ridimensionamento, ma almeno ora si lavora con maggiori tutele, soprattutto dal punto di vista del credito assicurativo».
La garanzia è un aspetto fondamentale, anche per Lorenzo Lombardi di Assotex: «Abbiamo registrato nel mercato italiano un importante incremento passando dal +15% del 2010 rispetto all'anno precedente a un +20% del 2011». Attende di capire come si muoveranno i mercati, Marco Gramigni del Lanificio Caverni e Gramigni: «Monaco è andata bene anche se è sempre necessario stare vicino ai clienti, l'aspetto relazionale diventa fondamentale». Positivo il trend per Francesco Bellucci titolare della Mario Bellucci, che dopo quattro stagioni di assenza è tornato a Milano: «Il fatturato è in crescita, stiamo puntando anche sul mercato italiano, ma l'aspetto vincente è l'etica: non ci interessa la guerra all'ultimo prezzo, ma piuttosto la qualità a difesa anche dell'intero distretto pratese.
Abbiamo sempre dimostrato di non guardare soltanto al nostro orticello, ma di avere una visione più ampia nel rispetto dei terzisti con cui lavoriamo». Nella rosa dei ritorni anche Faida: «L'ultima edizione di Milano Unica è andata bene e questo ci ha convinto a tornare dopo due stagioni di assenza - spiega Luca Saccenti - La tempistica è migliorata: Premiere Vision è decisamente troppo tardi per il mercato interno, anche se andremo per incontrare soprattutto i clienti stranieri». Tra i rientri anche la Manifattura Emmetex, l'azienda di Mario Maselli: «Il mercato interno per noi è decisamente importante per questo siamo tornati anche se è difficile guardare con ottimismo al futuro. L'obiettivo è mantenere lo stato attuale». Dopo 4 anni di assenza torna ad esporre anche Inseta.
«Non partecipare a nessuna fiera, come avevamo scelto di fare si è dimostrata una strategia sbagliata - spiega Uberto Ciatti - Così siamo tornati, prima a Premiere Vision e ora a Milano». La scelta di lasciare gli stand espositivi era maturata nella convinzione di poter essere più vicini ai propri clienti. «Un'idea sbagliata - spiega Ciatti - che infatti è stata confermata dall'entusiasmo con cui è stato accolto il nostro ritorno. Ora mi piacerebbe che si riuscisse a fare una fiera speciale anche per la donna, in modo da creare un momento unico per il settore. Bisogna anche che cambi il sistema moda: si stanno strozzando i produttori di tessuto sull'altare del prezzo, ma in realtà non è questo il modo per rendere meno caro un capo di abbigliamento. Bisogna puntare sulla qualità, come stanno facendo gli stilisti francesi, che apprezzano l'innovazione e lo studio particolare che sta dietro a ogni collezione».
Sulla stessa lunghezza d'onda Roberto Marini di Marini Industrie: «Si percepisce un certo interesse per il tessile abbigliamento e soprattutto per le collezioni italiane, ma viviamo in una situazione di stand by in attesa di capire cosa succederà all'Italia. Certo che se ripartono le piccole e medie imprese anche l'economia segue a ruota». Decisamente meno ottimista Bruno Cerreto del Lanificio Nencini: «Il mercato non è esploso come ci aspettavamo soprattutto a causa dell'aumento delle materie prime. Per scelta non andiamo a Parigi anche se abbiamo un buon lavoro con i mercati stranieri, soprattutto con il Giappone e in parte la Cina. Sul mercato italiano, dopo il 2009, c'è stato un grosso ridimensionamento, ma almeno ora si lavora con maggiori tutele, soprattutto dal punto di vista del credito assicurativo».
La garanzia è un aspetto fondamentale, anche per Lorenzo Lombardi di Assotex: «Abbiamo registrato nel mercato italiano un importante incremento passando dal +15% del 2010 rispetto all'anno precedente a un +20% del 2011». Attende di capire come si muoveranno i mercati, Marco Gramigni del Lanificio Caverni e Gramigni: «Monaco è andata bene anche se è sempre necessario stare vicino ai clienti, l'aspetto relazionale diventa fondamentale». Positivo il trend per Francesco Bellucci titolare della Mario Bellucci, che dopo quattro stagioni di assenza è tornato a Milano: «Il fatturato è in crescita, stiamo puntando anche sul mercato italiano, ma l'aspetto vincente è l'etica: non ci interessa la guerra all'ultimo prezzo, ma piuttosto la qualità a difesa anche dell'intero distretto pratese.
Abbiamo sempre dimostrato di non guardare soltanto al nostro orticello, ma di avere una visione più ampia nel rispetto dei terzisti con cui lavoriamo». Nella rosa dei ritorni anche Faida: «L'ultima edizione di Milano Unica è andata bene e questo ci ha convinto a tornare dopo due stagioni di assenza - spiega Luca Saccenti - La tempistica è migliorata: Premiere Vision è decisamente troppo tardi per il mercato interno, anche se andremo per incontrare soprattutto i clienti stranieri». Tra i rientri anche la Manifattura Emmetex, l'azienda di Mario Maselli: «Il mercato interno per noi è decisamente importante per questo siamo tornati anche se è difficile guardare con ottimismo al futuro. L'obiettivo è mantenere lo stato attuale». Dopo 4 anni di assenza torna ad esporre anche Inseta.
«Non partecipare a nessuna fiera, come avevamo scelto di fare si è dimostrata una strategia sbagliata - spiega Uberto Ciatti - Così siamo tornati, prima a Premiere Vision e ora a Milano». La scelta di lasciare gli stand espositivi era maturata nella convinzione di poter essere più vicini ai propri clienti. «Un'idea sbagliata - spiega Ciatti - che infatti è stata confermata dall'entusiasmo con cui è stato accolto il nostro ritorno. Ora mi piacerebbe che si riuscisse a fare una fiera speciale anche per la donna, in modo da creare un momento unico per il settore. Bisogna anche che cambi il sistema moda: si stanno strozzando i produttori di tessuto sull'altare del prezzo, ma in realtà non è questo il modo per rendere meno caro un capo di abbigliamento. Bisogna puntare sulla qualità, come stanno facendo gli stilisti francesi, che apprezzano l'innovazione e lo studio particolare che sta dietro a ogni collezione».
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