Il Tirreno

Prato

«Falsità che offendono tutti noi»

Idalia Venco
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Idalia Venco

La Caritas replica allo "scherzo" e alle accuse di Casapound «Venite a visitare la sede e a vedere cosa facciamo». Invito accolto

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 PRATO. «Questi ragazzi se vogliono veramente aiutare Prato farebbero meglio a informarsi sulle realtà vive e presenti sul territorio che quotidianamente s'impegnano per facilitare la convivenza e l'integrazione». Idalia Venco, direttore della Caritas diocesana di Prato, risponde così alla provocazione di Casa Pound che ieri sera ha lasciato sulla porta della sede operativa di via del Seminario due mazzi di carote.  «Ci accusano addirittura di "mangiare", "lucrare" e "campare" grazie a "ingenti finanziamenti", per ragioni di business, sulla pelle degli immigrati. Non si tratta solo di falsità facilmente smentibili, invito a leggere il bilancio della Caritas pubblicato sul nostro sito internet - afferma Venco - ma di offese per tutti i nostri operatori e volontari che ogni giorno compiono una attività di welfare dal basso che altrimenti molte persone, italiane e straniere, non avrebbero». La Caritas ricorda, nonostante giornali e tv abbiano dato più volte risalto a queste iniziative, che «ha sempre a cuore le famiglie che hanno perso il lavoro attraverso il fondo "famiglie per le famiglie" e con l'attivazione dei tirocini per l'inserimento lavorativo». Il direttore Venco si dice anche disponibile a incontrare personalmente i rappresentanti di Casa Pound. «La vostra sede è molto vicina alla Caritas, se volete - conclude Venco - vi aspetto volentieri per mostrarvi tutte le nostre attività». Invito accettato: «Non solo accettiamo ben volentieriil gentile invito lanciatoci dal direttore della Caritas, ma anzi coglieremo l'occasione per controrilanciare con una proposta di incontro-dibattito pubblico sul tema». E' la riposta di CasaPound. «Nei prossimi giorni - replicano - ci receremo nei locali di via del Seminario e proporremo al direttore Venco incontro pubblico su immigrazione e finanziamenti. Sarebbe un'occasione importante per affrontare a viso aperto un problema spinoso, ma nevralgico». E concludono: «Non se ne abbiano a male i volontari della Caritas. Non sono loro l'obiettivo della nostra critica». La nostra posizione è chiara: siamo contro chi, sulla base di pregiudizi ideologicio religiosi, alimenta una guerra fra poveri offrendo favoritismi agli immigrati rispetto agli italiani poveri».

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