Finanza
La situazione è peggiore di quanto si sperava. Gli imprenditori: «Non è come pensavano però si continua a investire»
Tessile, percorso ancora in salita
Ma in tanti sperano e vanno alle fiere: 120 aziende saranno a Parigi e a Milano
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PRATO. I primi mesi del 2011 sembrava che la crisi fosse alle spalle, poi a luglio i primi allarmi: non è esattamente come sembrava. E ora la consapevolezza che per le imprese tessili il futuro continua a essere in salita. E ad ogni seme non corrisponde esattamente un albero. Insomma per raccogliere i frutti servirà tanto lavoro e non è detto che la raccolta sarà buona. Dopo i flebili segnali positivi della fiera tedesca oggi comincia Milano Unica e martedì prossimo Premiere Vision: due appuntamenti che aiuteranno a fare il punto della situazione anche se molti imprenditori hanno già cominciato a tirare le somme dopo gli incontri privati con i clienti più importanti.
«Ormai è chiaro - spiega Francesco Bellucci - che i prodotti che ci chiedono sono quelli di alta gamma. Rimanere sul basico si è rivelato sbagliato e quindi chi non ha finora snellito le proprie aziende soffre. I clienti da noi cercano le cose più belle: questo significa quantità inferiori ma almeno non ci tolgono coi prezzi l'ultima goccia di sangue». Anche per Andrea Cavicchi la stagione non si annuncia come si pensava nei primi mesi dell'anno e si annunciano ancora tempi in salita. «Non sarà l'anno che cambierà Prato - commenta - e quindi sarà necessario riparametrare le nostre aziende, trovare il modo di unirsi e collaborare. Altri due anni come quelli appena trascorsi sono difficili da reggere». E alla chiarezza di Cavicchi, che tra l'altro ha una delle aziende che meglio hanno retto la crisi, fa eco Alessandro Benelli. «Continueremo a durare molta fatica - mette in evidenza il presidente di Pratotrade - e i risultati saranno comunque magri. Non sono però pessimista: credo che valga la pena continuare a impegnarci». Ed impegno sia.
Le aziende pratesi infatti tornano a investire in promozione e in molte parteciperanno alla fiere: saranno circa 120 quelle che andranno in trasferta, u quarto saranno sia a Parigi sia a Milano. «Le aspettative - sottolinea il presidente degli industriali Riccardo Marini - sono discrete anche se l'incertezza è tanta. Le tipologie pratesi però, cardato e fantasie, stanno incontrando il favore dei mercati».
«Ormai è chiaro - spiega Francesco Bellucci - che i prodotti che ci chiedono sono quelli di alta gamma. Rimanere sul basico si è rivelato sbagliato e quindi chi non ha finora snellito le proprie aziende soffre. I clienti da noi cercano le cose più belle: questo significa quantità inferiori ma almeno non ci tolgono coi prezzi l'ultima goccia di sangue». Anche per Andrea Cavicchi la stagione non si annuncia come si pensava nei primi mesi dell'anno e si annunciano ancora tempi in salita. «Non sarà l'anno che cambierà Prato - commenta - e quindi sarà necessario riparametrare le nostre aziende, trovare il modo di unirsi e collaborare. Altri due anni come quelli appena trascorsi sono difficili da reggere». E alla chiarezza di Cavicchi, che tra l'altro ha una delle aziende che meglio hanno retto la crisi, fa eco Alessandro Benelli. «Continueremo a durare molta fatica - mette in evidenza il presidente di Pratotrade - e i risultati saranno comunque magri. Non sono però pessimista: credo che valga la pena continuare a impegnarci». Ed impegno sia.
Le aziende pratesi infatti tornano a investire in promozione e in molte parteciperanno alla fiere: saranno circa 120 quelle che andranno in trasferta, u quarto saranno sia a Parigi sia a Milano. «Le aspettative - sottolinea il presidente degli industriali Riccardo Marini - sono discrete anche se l'incertezza è tanta. Le tipologie pratesi però, cardato e fantasie, stanno incontrando il favore dei mercati».
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