Il Tirreno

Prato

Il presidente del consiglio comunale: «Ora basta con gli attacchi personali»

Bettazzi fa scudo a Cenni

Maurizio Bettazzi presidente del consiglio comunale
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Maurizio Bettazzi presidente del consiglio comunale

Carlesi (Pd): «Perché il sindaco non parla della manovra?»

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 PRATO. Massimo Carlesi (Pd) e Aurelio Donzella (Idv) ci avevano provato, ma senza ottenere successo. Il tentativo di stimolare il sindaco Roberto Cenni ad esprimersi pubblicamente e a prendere posizione sugli effetti che produrrà nel bilancio di Prato la manovra governativa "lacrime e sangue", non ha prodotto, a ieri, risultato. Il sindaco al momento è rimasto in silenzio. Ha parlato al suo posto, suscitando come vedremo l'ironia di Massimo Carlesi, il presidente del consiglio comunale e componente nazionale dell'Anci, Maurizio Bettazzi. «Stia tranquillo Carlesi, il consiglio comunale seguirà le direttive dell'associazione dei Comuni, così come ha sempre fatto, avendo anche al suo interno due componenti degli organismi nazionale, il vicepresidente dell'Anci, l'assessore Filippo Bernocchi e il sottoscritto come componente del consiglio nazionale» ha replicato Bettazzi. «Soltanto giovedì 8 l'Anci ha deciso all'unanimità del direttivo una mobilitazione nazionale di tutti gli 8.094 Comuni aderenti per il prossimo 15 settembre, l'intervento di Carlesi è quindi assolutamente intempestivo oltre che fuori luogo: gli attacchi personali alla figura del sindaco appaiono più come una smania di avversione preconcetta e precostituita, una rivalsa personale, piuttosto che un reale interesse alle conseguenze della manovra. Stia sereno Carlesi - prosegue - che ci sarà una una protesta nei confronti della manovra nella quale ai Comuni vengono richiesti ulteriori sacrifici che le amministrazioni locali non sono più in grado di poter fare senza rischiare di ridurre i servizi, anche se, è comprensibile, che i sacrifici dovremmo essere disposti a farli tutti nell'interesse collettivo. Non c'è nessun interesse personale nel comportamento del sindaco Roberto Cenni e sia Massimo Carlesi che Ilaria Bugetti, abituati a cogliere ogni pretesto per attaccare personalmente il sindaco, dovrebbero smetterla di avere un atteggiamento così politicamente scorretto e offensivo per l'immagine dell'amministrazione, possono non condividerne l'operato ma non minarne la credibilità».  Ed ecco la risposta di Carlesi. «La destra sa governare ben poco e così segna due autogol in una sola domenica. Il primo perché il presidente Bettazzi dovrebbe astenersi dal rispondere al posto del sindaco Cenni. Il secondo autogol perché, se il preisdente Bettazzi lo fa, vuol dire che il sindaco stesso se ne vuol tenere fuori. E i motivi possono essere soltanto due: Roberto Cenni è allineato e coperto per sua convinzione e convenienza oppure è commissariato dal Pdl. Non provo, nei confronti del sindaco, acredine. Gli chiedo soltanto - aggiunge Carlesi - di svolgere sempre il compito al quale è stato chiamato e non solo quando bisogna distribuire fette di cocomero. Domandare quali saranno i tagli, quali tributi aumenteranno e che cosa arà dell'addizionale Irpef non è prendersela col sindaco., E' solo chiamarlo in causa e richiamarlo alle sue responsabilità di governo».

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