Il Tirreno

Prato

Museo della ceramica apertura a fine anno Polisportiva al lavoro

Un ceramista al lavoro e l’abitato di Bacchereto
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Un ceramista al lavoro e l’abitato di Bacchereto

I tempi sono stati più lunghi per motivi burocratici ci sono reperti dei maestri del borgo del Duecento

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 CARMIGNANO. Servirà ancora un po' di tempo per aprire il museo delle ceramiche a Bacchereto: un museo che sta nascendo grazie allo sforzo di un'associazione di volontari. E questo in tempi non proprio felicissimi per la cultura, in cui molto si taglia e pochi investono, è già una notizia. Ne avevamo scritto a febbraio. L'obiettivo era quello di essere pronti per giugno. Ma invece servirà un po' più di tempo.  «I lavori sono a buon punto» spiega Sergio Lenzi, presidente della Polisportiva di Bacchereto, l'associazione che da decenni anima la piccola frazione con feste e sagre e che ora ha deciso di investire anche sulla cultura, per aprire un museo dedicato alle ceramiche di Bacchereto. I tempi si sono infatti allungati per questioni burocratiche, legate ad autorizzazioni della Soprintendenza. Ma è tutto a posto. Ci sono stati già alcuni sopralluoghi. E' solo questione di tempo, appunto. La corsa, adesso, è per la fine dell'anno.  L'iniziativa della Polisportiva è subito piaciuta all'amministrazione comunale, che aveva lanciato l'idea nel 2004, con il sindaco Doriano Cirri che era allora assessore alla cultura. E certo senza i contributi pubblici il museo non si sarebbe potuto fare. Ma se la Polisportiva di Bacchereto non avesse sposato l'idea e ci avesse creduto, il museo probabilmente non si sarebbe mai realizzato. O per lo meno non adesso. Sarà un antiquarium con i frammenti rinvenuti nel corso di uno scasso fortuito al Brucio nel 1978 ed esposti, in parte e in passato, nel museo archeologico di Artimino. Uno spazio che racconterà l'abilità e la fama dei maestri ceramisti del borgo dal Duecento fino alla fine del Quattrocento, prima di Montelupo Fiorentino. Un museo che fin dalle sua mura racconterà però anche la storia del paese, visto che sorgerà nelle cantine del vecchio castello trasformato nei secoli in chiesa, accessibili dal lastricato che dalla piazza si inerpica su per la collina. Per l'intervento di restauro sono stati stanziati nei mesi scorsi 185 mila: 50 mila li ha concessi la Provincia, altri 135 mila il Comune attraverso l'8 per cento degli oneri di urbanizzazione che spettano alle chiese, visto che la Curia è proprietaria dell'immobile.  La Polisportiva ci aggiungerà i soldi per l'allestimento.

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di Redazione web