Attenzione
L'onda lunga arriva alle superiori
Barbara Burzi
Boom di studenti, soprattutto stranieri. Ma l'abbandono è un'emergenza
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PRATO. Quest'anno la campanella delle medie superiori suonerà per 9.195 studenti. Tanti sono gli iscritti per l'anno scolastico 2011-12, ben 108 in più rispetto all'anno scorso. La fotografia scattata dall'Osservatorio scolastico provinciale mostra una popolazione studentesca in crescita.
In cinque anni gli studenti sono aumentati di 700 unità e complessivamente, nelle prime classi sono state attivate dieci sezioni in più per un totale di 2.595 matricole. A illustrare il quadro della situazione (numeri elaborati da Paolo Sambo per Asel) è stata la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi: «L'ondata demografica che aveva investito le elementari e medie sta arrivando alle superiori - ha commentato - se nelle prime classi quest'anno si contano 169 alunni in più rispetto all'inizio dello scorso anno scolastico, è dovuto in parte alle dinamiche demografiche, ma anche alla maggiore attrattività dell'offerta formativa provinciale».
Il Dagomari piace agli stranieri. L'ondata demografica è stata prodotta anche dall'aumento del numero di alunni stranieri, che complessivamente rappresentano il 13% degli iscritti, di cui circa la metà concentrata nelle prime classi. Il numero di studenti non italiani (1.205) sale dunque di un punto percentuale rispetto all'anno scorso, a fronte di una media del 5,3% e regionale dell8,9%. La percentuale di stranieri più elevata sul totale degli iscritti si registra negli istituti tecnici con in testa l'istituto Dagomari: qui, la presenza straniera è al 40% e nelle prime classi raggiunge addirittura il 75,8%. Seguono liceo artistico (23,8%), Marconi (23%), Keynes (19%), Livi (17%) e Datini (14,7%). Dispersione scolastica al 20%. Il vero allarme è rappresentato dal fenomeno dell'abbandono scolastico. Considerando che l'indicatore di Lisbona ha fissato l'obiettivo del tasso di abbandono scolastico prematuro (i giovani tra 18 e 24 anni che abbandonano gli studi senza aver conseguito un diploma o la qualifica professionale né aver frequentato un corso di formazione professionale riconosciuto) al 10%, il dato provinciale è preoccupante: il tasso di dispersione scolastica a Prato è del 20%, un fenomeno che riguarda oltre il 50% di stranieri, ma anche il 17,8% di ragazzi italiani. «L'abbandono scolastico è un allarme sociale - ha sottolineato Giorgi - di cui tutti dobbiamo farci carico».
Edilizia scolastica al "verde". Gli interventi da fare sarebbero molti, ma i soldi non ci sono. Da qui lo sfogo di Ivano Menchetti, assessore provinciale all'Edilizia pubblica e al Patrimonio: «Purtroppo i tagli non ci permettono di realizzare tanti interventi per i quali abbiamo già una progettazione pronta - ha detto - per esempio, gli spazi esterni dei poli di San Paolo e San Giusto. Dal Governo non arrivano finanziamenti e con una spesa di 1,7 milioni l'anno, l'assessorato deve coprire tutto: dagli interventi sulle strade, alla manutenzione straordinaria delle scuole. Con questi soldi a disposizione è impossibile poter pensare a interventi di grande portata». Qualcosa però è stato fatto: è prevista per l'inizio dell'anno prossimo la conclusione dei lavori al Dagomari per la costruzione dello spazio polivalente; inoltre, è stato portato a termine l'intervento sul campo di calcetto esterno al Copernico, mentre si stanno completando i lavori sulle palestre al Buzzi e al Datini. L'altro fronte su cui la Provincia sta operando è quello della razionalizzazione degli spazi per allestire nuove aule e laboratori a fronte dell'aumento del numero di studenti (al Gramsci-Keynes hanno ricavato un'alula dalla stanza della vicepresidenza). Infine «stiamo lavorando alle verifiche sulla sicurezza negli istituti per il rischio sismico - ha aggiunto Menchetti - e tra pochi giorni si aprirà la gara per affidare il servizio di global service che consentirà una gestione informatizzata della manutenzione degli edifici».
In cinque anni gli studenti sono aumentati di 700 unità e complessivamente, nelle prime classi sono state attivate dieci sezioni in più per un totale di 2.595 matricole. A illustrare il quadro della situazione (numeri elaborati da Paolo Sambo per Asel) è stata la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi: «L'ondata demografica che aveva investito le elementari e medie sta arrivando alle superiori - ha commentato - se nelle prime classi quest'anno si contano 169 alunni in più rispetto all'inizio dello scorso anno scolastico, è dovuto in parte alle dinamiche demografiche, ma anche alla maggiore attrattività dell'offerta formativa provinciale».
Il Dagomari piace agli stranieri. L'ondata demografica è stata prodotta anche dall'aumento del numero di alunni stranieri, che complessivamente rappresentano il 13% degli iscritti, di cui circa la metà concentrata nelle prime classi. Il numero di studenti non italiani (1.205) sale dunque di un punto percentuale rispetto all'anno scorso, a fronte di una media del 5,3% e regionale dell8,9%. La percentuale di stranieri più elevata sul totale degli iscritti si registra negli istituti tecnici con in testa l'istituto Dagomari: qui, la presenza straniera è al 40% e nelle prime classi raggiunge addirittura il 75,8%. Seguono liceo artistico (23,8%), Marconi (23%), Keynes (19%), Livi (17%) e Datini (14,7%). Dispersione scolastica al 20%. Il vero allarme è rappresentato dal fenomeno dell'abbandono scolastico. Considerando che l'indicatore di Lisbona ha fissato l'obiettivo del tasso di abbandono scolastico prematuro (i giovani tra 18 e 24 anni che abbandonano gli studi senza aver conseguito un diploma o la qualifica professionale né aver frequentato un corso di formazione professionale riconosciuto) al 10%, il dato provinciale è preoccupante: il tasso di dispersione scolastica a Prato è del 20%, un fenomeno che riguarda oltre il 50% di stranieri, ma anche il 17,8% di ragazzi italiani. «L'abbandono scolastico è un allarme sociale - ha sottolineato Giorgi - di cui tutti dobbiamo farci carico».
Edilizia scolastica al "verde". Gli interventi da fare sarebbero molti, ma i soldi non ci sono. Da qui lo sfogo di Ivano Menchetti, assessore provinciale all'Edilizia pubblica e al Patrimonio: «Purtroppo i tagli non ci permettono di realizzare tanti interventi per i quali abbiamo già una progettazione pronta - ha detto - per esempio, gli spazi esterni dei poli di San Paolo e San Giusto. Dal Governo non arrivano finanziamenti e con una spesa di 1,7 milioni l'anno, l'assessorato deve coprire tutto: dagli interventi sulle strade, alla manutenzione straordinaria delle scuole. Con questi soldi a disposizione è impossibile poter pensare a interventi di grande portata». Qualcosa però è stato fatto: è prevista per l'inizio dell'anno prossimo la conclusione dei lavori al Dagomari per la costruzione dello spazio polivalente; inoltre, è stato portato a termine l'intervento sul campo di calcetto esterno al Copernico, mentre si stanno completando i lavori sulle palestre al Buzzi e al Datini. L'altro fronte su cui la Provincia sta operando è quello della razionalizzazione degli spazi per allestire nuove aule e laboratori a fronte dell'aumento del numero di studenti (al Gramsci-Keynes hanno ricavato un'alula dalla stanza della vicepresidenza). Infine «stiamo lavorando alle verifiche sulla sicurezza negli istituti per il rischio sismico - ha aggiunto Menchetti - e tra pochi giorni si aprirà la gara per affidare il servizio di global service che consentirà una gestione informatizzata della manutenzione degli edifici».
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