Finanza
Il Centro Giovannini si è fermato
Maria Lardara
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In attesa al Centro Giovannini Chi è al lavoro non fa i prelievi: servizio sospeso
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PRATO. Sacrificio inutile, quello di doversi alzare presto, uscire a digiuno e magari con gli occhi ancora sonnecchianti, per l'amore della propria salute. Niente ago e siringa, anzichè mettersi in coda e pazientare con numerino alla mano per essere prima chiamati dall'infermiere, ieri mattina diversi pratesi hanno dovuto fare marcia indietro dal centro socio-sanitario "Roberto Giovannini". Rimandati a casa per lo sciopero generale proclamato della Cgil. Si sarebbero aspettati sì un disguido, non certo però la sospensione del servizio. Ma uno sciopero è sempre uno sciopero. E al punto prelievi del Giovannini su nove unità che compongono l'organico del reparto (quattro infermieri e cinque addetti all'inserimento dati), ad aderire alla manifestazione sono stati in sei mentre gli altri tre sono rimasti chiusi nei locali senza però erogare prestazioni al pubblico. «Non abbiamo eseguito nessu prelievo - fa sapere uno di loro - anche perchè gli stessi laboratori di analisi hanno fatto sciopero». In realtà, quando si prospetta uno sciopero una certa cautela vuole che i tecnici di laboratorio non prendano a priori il materiale da esaminare non sapendo poi quanti effettivamente potranno farlo. Fatta eccezione per qualche disagio al Giovannini, lo sciopero-day non ha ridotto all'osso i servizi pubblici e qualche rallentamento si è verificato, ad esempio, all'Inps dove uno sportello è rimasto chiuso mentre qualcuno è rimasto a piedi dopo le 15.30 per via dello sciopero dei mezzi Cap. E i colleghi non scioperanti all'Inps si sono fatti in quattro per smaltire il traffico di pensionati e cassintegrati. Tutto regolare per i servizi di Asm (compreso il call center), così come la mattinata è passata senza intoppi all'anagrafe comunale di piazza San Niccolò (nessuna adesione). Sempre sul fronte sanitario, ieri mattina le telefonate al Cup (Centro unico prenotazioni dell'Asl 4) obbligavano a rimanere incollati alla cornetta per circa mezz'ora. Ma lo sciopero non c'entra: questo succede anche nei giorni normali. Minacce di disservizi per sciopero sono state ventilate anche dagli uffici di Sori ed Estra, ma in entrambi i casi si sono fatti i salti mortali per garantire l'attività di sportello al pubblico. Servizi al contagocce anche in alcuni uffici postali. Ieri mattina ad esempio non si sapeva se quello di via Marianna Nistri avrebbe riaperto nel pomeriggio, complice la possibile scelta di alcuni impiegati di scioperare. Poi però tutto ha ripreso a funzionare normalmente.
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