Il Tirreno

Prato

Videopoker, via alla guerra

A sinistra l’assessore Caverni Di fianco un videopoker
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A sinistra l’assessore Caverni Di fianco un videopoker

Il Comune vuole diminuirli, ma il governo li aumenta

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 PRATO. Videopoker, slot machine e macchinette per il gioco d'azzardo: il Comune ne vorrebbe diminuire il numero mentre il decreto di Ferragosto del governo ha ulteriormente allargato le maglie dando la possibilità di installare i giochi in tutti gli esercizi che ne dovessero fare domanda e addirittura nelle edicole. Due tendenza nettamente in contrasto. «Quello che il Comune si appresta a fare - spiega l'assessore Roberto Caverni - è revisionare il regolamento comunale sugli apparecchi di intrattenimento e sulle sale giochi».  Un documento che risale al 2004, quindi ormai superato dalle nuove leggi, e che dovrà avere un'impronta particolare. «Vogliamo cercare - dice l'assessore alle attività produttive del Comune - di stimolare il contenimento del gioco d'azzardo». Un fenomeno che a Prato è ben presente e che l'ha fatta salire ai vertici delle classifica delle città toscane per spesa proocapite: oltre 900 euro. Una cifra che proietta Prato anche sopra la media nazionale.  E' partendo da questo dato di fatto che il Comune vorrebbe ridisegnare la mappa delle "macchinette" riducendole al minimo possibile. «Ma fecendo grande attenzione - aggiunge Caverni - a non favorire il gioco clandestino». Questione di equilibri e di pesi e contrappesi. La misura del nuovo regolamento dovrà essere cercata e possibilmente trovata da un super esperto delle normative in materia di gioco e scommesse: un avvocato di Prato, Cino Benelli, fondatore della rivista Lexgiochi. «Si tratta di una legislazione tra le più complesse, che muta con grande frequenza - spiega l'avvocato - e che si articola anche su leggi comunitarie. Riuscire - aggiunge - a contenere il numero degli apparecchi di intrattenimento, attraverso un regolamento comunale, non sarà una questione semplice da risolvere. Soprattutto perchè - conclude - il documento comunale da revisionare si rifaceva a una normativa molto più rigida di quella attuale».  Per il momento gli uffici tecnici dell'assessorato alle Attività produttive hanno redatto una proposta di incarico a Benelli che dovrà essere formalizzata nei prossimi giorni. «L'avvocato, uno dei migliori nel panorama nazionale - spiega Caverni - e che ha vinto numerose cause davanti al Tar proprio in materia di videogiochi, dovrà partire facendo una ricognizione dell'esistente». E non solo. L'obiettivo dell'incarico sarà svolgere un'attività di ricerca e di approfondimento documentale per far emergere tutti gli aspetti connessi ai giochi e alle scommesse e le misure di contrasto al gioco illegale, con particolare riguardo al ruolo che gli enti pubblici potranno svolgere nella prevenzione di quella che in gergo si chiama "ludopatia", il gioco compulsivo, che ormai viene trattato come una dipendenza e che spesso ha come conseguenza quella di mandare sul lastrico chi gioca se non addirittura intere famiglie.  «Credo - conclude Caverni - che sia compito di un'amministrazione pubblica intervenire, nell'ambito di quelle che sono le competenze, se anche un gioco si trasforma in un problema sociale». C.O.

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