Attenzione
Il teatro si fa nell'aia del Boncio
Alessandra Agrati
Nuovo appuntamento per riscoprire luoghi e storia del territorio
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PRATO. Nuovo appuntamento, sabato con il progetto della memoria, nato in collaborazione fra l'associazione Dante Migliori e il circolo ricreativo Arci di Paperino per riscoprire la storia e i luoghi del territorio. L'occasione è stata la rappresentazione "I' Pesce" dell'Allegra compagnia di Paperino. Rappresentazione che ha avuto come ambientazione l'aia del Boncio, in via dell' Alloro 103. Secondo la ricostruzione di Lucia Pasquetti, storica maestra di Paperino, all'interno dell'aia si lavorava la saggina, occupazione che impegnava molte degli abitanti, ragazzi compresi. La lavorazione apparteneva a due soci Vincenzo Tesi e i fratelli Papini proprietari della struttura (il padre soprannominato Boncio per il colore dei capelli bianchi come quelli del Granduca Leopoldo, aveva acquistato una parte della proprietà dei Gori), e consisteva nella sfogliatura della saggina che poi veniva affastellata e imbiancata negli zolfatoi, piccole stanzine chiuse dove veniva bruciato lo zolfo, e infine raggruppata in colli e poi spedita. L'aia, soprattutto durante le due guerre mondiali, veniva anche utilizzata come palcoscenico per le commedie, un'arte che gli abitanti di Paperino hanno praticato per almeno cinquant'anni. La compagnia teatrale era composta da residenti nel paese, che iniziavano a provare durante le lunghe serate invernali nei locali del circolino o nelle case più spaziose. I costumi venivano affittati a Firenze, mentre le rappresentazioni avvenivano in estate all' aperto, soprattutto nell' aia del Bancio e in quella della Valesca, il pubblico arrivava dai paesi vicino e in carrozza da Prato. Qualche volta capitava che la guerra campanilistica far Paperino e San Giorgio a Colonica si trasformasse in un lancio di pentolacce contenenti terra mista a sterco e buttata sugli spettatori in attesa dello spettacolo. Le rappresentazioni in questa aia finirono prima dell'inizio della seconda guerra mondiale; successivamente, a fine anni'40, il terreno acquistato per costruire la Cooperativa e il Circolo fece da spazio teatro per le commedie organizzate per contribuire alle spese della costruzione. Con questo spirito, ovviamente evitando il lancio di letame, è stata messa in scena la commedia I pesce; resa ancora più bella dall' ambientazione molto suggestiva. Il prossimo appuntamento del progetto della memoria è fissato per il 23 settembre con la cena della vendemmia, all'interno dell' aia della casa colonica che si trova in via del Ferro. A differenza di quanto è avvenuto per l'aia del Boncio, lo spazio non è stato ristrutturato: i tavoli verranno apparecchiati nell'antica aia, proprio come facevano i contadini cinquant'anni fa.
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