Finanza
Sciopero di otto ore e corteo
Valentina Ceccatelli
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Il segretario della Cgil pratese Marigolli La Cgil in piazza anche a Prato. Comizio alle Carceri
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PRATO. Anche Prato è pronta per le 8 ore di sciopero indette dalla Cgil per il 6 settembre per protestare contro una manovra finanziaria che «non aiuta la crescita e non fornisce i numeri che l'Ue chiede al Paese». «I pratesi dovrebbero scioperare tutti: questa manovra colpirà tutto il Paese, ma metterà in difficoltà ancor di più le realtà economiche già in crisi, e noi siamo già in crisi da anni - spiega Manuele Marigolli, segretario generale della Camera del lavoro pratese. E aggiunge: «Oggi, pomeriggio e mattina, volantineremo in centro e dalle 16 alle 17 sarò in diretta su Radio Insieme, a microfoni aperti, per rispondere alle domande di chi ci ascolterà da casa per spiegare i motivi della scelta di scendere in piazza per protestare. Due giorni fa abbiamo fatto un'assemblea coi lavoratori, si sono presentate 180 persone: c'è la percezione della gravità del momento, e ci si rende conto sempre di più che la maggior parte dei sacrifici vengono chiesti sempre ai soliti». Il corteo pratese del 6 settembre partirà alle 9,30 da Piazza Mercatale poi, passando da via Sant'Antonio, via del Serraglio, via Muzzi, via Guasti e piazza del Comune arriverà in piazza delle Carceri alle 11,30 per il comizio conclusivo di Marigolli e gli interventi dei lavoratori. Con questa manovra finanziaria i posti di lavoro a rischio in Toscana sarebbero 20.000, da aggiungere a quelli già persi dall'inizio della crisi economica: «Ma i problemi non sono solo questi: l'Unione Europea ci chiede una manovra con effetti immediati e una quantità certa dei fondi da recuperare per comprare i nostri titoli di Stato. Serve un Governo sicuro di quello che fa, invece cambiano la manovra tutti i giorni. Continuando così lo spauracchio della speculazione diventa credibile, visto che il Governo lo è sempre meno». La Cgil punta il dito contro i tagli orizzontali a tutti gli enti, virtuosi e non, l'attacco ai contratti nazionali dei lavoratori, con la possibilità per le aziende di dare più importanza giuridica al contratto aziendale, bypassando quello nazionale e la stessa legge statale, l'eliminazione delle feste civili quali 25 aprile e Primo maggio, l'attacco all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori e il precariato, che impedisce alle giovani generazione di intravedere un futuro possibile in questo paese.
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