Il Tirreno

Prato

Promossi invece da Mazzoni e Bernocchi, perplessi Caverni e Borchi. Silli: «Così lo Stato dimostra debolezza»

Redditi on line, Cenni li boccia

Cri.Or.
Il sindaco Roberto Cenni
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Il sindaco Roberto Cenni

«Soddisfano solo la curiosità». Ma nel centrodestra è l'unica voce contraria

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 PRATO. L'assessore alla Sicurezza Aldo Milone si sfrega le mani: «Perchè ad avviare i controlli sugli evasori il Comune di Prato è stato tra i primi». Ed ha già messo da parte una cifra che oscilla tra i 100 mila e i 150 mila euro. Promosse, dunque, le nuove misure "anti furbetti".  Ovvero il compito, delegato ai Comuni, di controllo sull'evasione, previsto nella nuova versione del decreto di Ferragosto. Comuni ai quali sarà affidata anche la pubblicizzazione on line delle dichiarazioni dei redditi.  Ed è proprio questa sorta di "messa alla berlina" che non convince il sindaco Roberto Cenni che, unico tra i primi cittadini toscani, ha detto no alla pubblicazione. «Perché se si parla di lotta all'evasione fiscale - spiega - non vedo cosa serva pubblicare dei numeri che possono non rispecchiare la reale situazione economica. Una persona fisica - prosegue - può avere per un anno un reddito basso perché ha fatto degli inevestimenti nella sua azienda. La società alla quale l'azienda è intestata può invece dichiarare somme di tutto rispetto. Pubblicare le dichiarazioni mi pare soddisfi solo delle curiosità». Altro il giudizio di Cenni sulla possiblità dei Comuni di trarre profitti - il 100% del riscosso dall'Agenzia delle Entrate - grazie alle segnalazioni di posizioni a rischio. «Questa può essere un'attività importante - è il parere di Cenni - Gli strumenti li abbiamo già, vanno ampliati e migliorati per controlli più capillare senza bisogno di mettere in piazza i numeri».  Meno determinati a bocciare la pubblicizzazione delle dichiarazioni sui siti dei Comunu il coordinatore e il co-coordinatore Pdl Riccardo Mazzoni e Filippo Bernocchi, quest'ultimo anche assessore della giunta Cenni. «A questa misura non sono affatto contrario - spiega Mazzoni - in momenti di crisi trovo giusto che qualche onere in più ricada su quelli che hanno concorso meno alla crescita del paese perchè non hanno pagato le tasse». Per Bernocchi la pubblicizzazione «può essere una misura di controllo ulteriore - dice - ma non deve diventare lo strumento per far pagare di più sempre i soliti». Bene dunque la lotta all'evasione anche fatta attraverso i controlli dei Comuni «ma con strumenti adatti - continua Bernocchi - E mi riferisco anche alle risorse economiche di cui i Comuni hanno bisogno, con obiettivi chiari e con una maggiore incisività anche da parte dell'Agenzia delle Entrate».  Per Milone «la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi può fare da deterrente, ma quella che va incrementata è l'attività, che il Comune di Prato già svolge, di segnalazioni qualificata all'Agenzia delle Entrate».  Milone e il suo staff stanno lavorando in questo periodo sugli affittacamere abusivi «che sono in buona parte italiani». E hanno individuato e inviato agli uffici finanziari già altre 150 posizioni. «Ora ci siamo presi una pausa - aggiunge Milone - perchè la Regione ha rescisso, attraverso Infocamere, il contratto con la rete telematica delle Camere di Commercio che costava qualcosa come 500mila euro l'anno. I Comuni quindi non riescono più a fare quelle visure camerali necessarie alle indagini». Una mancanza già segnalata in Regione.  Prudenza la consiglia, invece, l'assessore Roberto Caverni: «Perchè pubblicando i redditi delle persone le si sovraespongono, soprattutto se è alto». Identiche le perplessità del vicesindaco Goffredo Borchi: «Mi pare - è il giudizio - una misura un po' eccessiva». Lapidario l'assessore Giorgio Silli: «Chi non evade non ha nulla da temere dalla pubblicazione, ma la misura denota la debolezza dello Stato».

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