Italia
Spunta una galleria commerciale
Maria Lardara
I residenti si lamentano: «E' aperta anche di notte, addio riposo»
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PRATO. L'insegna che di notte abbaglia le case di fronte l'hanno presa in prestito dalla piazza simbolo della Grande Mela. Ma non siamo a New York, bensì nel cuore di Chinatown, all'altezza del civico 22 di via Filzi. E il piano terra dell'edificio in questione disegna effettivamente la forma circolare di una piazza, su cui si affaccia una galleria di venti negozi divisi su due livelli e comunicanti tramite scala o ascensore. Benvenuti a "Times Square", come recita la targa posta all'ingresso del complesso commerciale nell'edificato di proprietà della Valore spa (fermi i lavori al cantiere adiacente, molto probabilmente per le vicissitudini giudiziaria legate all'azienda). E' bastato che passasse un'estate per veder spuntare qui dentro altri negozi cinesi come funghi. Di italiani nemmeno l'ombra: la comunità dagli occhi a mandorla è andata oltre il concetto di esercizio affacciato sulla strada, aggregando stavolta gli esercizi in un contenitore che ha tutta l'aria di somigliare a un centro commerciale. Chi ha voluto stupire con ambizioni di grandezza è il salone di bellezza "Top Design" al 22/17 di Zhang Bing, al primo piano. Dove vieni accolto da uno staff giovane che sa parlare l'italiano quanto basta per trattare sull'affare. Una ricostruzione delle unghie in gel oscilla fra i 25 e 35 euro: nemmeno troppo economici rispetto agli italiani. E si capisce che abbiano aperto da poco dai festoni rossi utilizzati per l'inaugurazione. «Questo è un centro commerciale chic», si affretta a puntualizza Chen Haijie del negozio "Play Girl". Che condisce lo spirito di soddisfazione con un pizzico di lamentela: «Abbiamo aperto da poco, nella comunità non ci conosce nessuno. Dobbiamo farci ancora pubblicità». Da "Times Square" la commessa più giovane ha 18 anni: è la stessa che si destreggia su tacchi vertiginosi come quelli delle scarpe in vendita sugli scaffali del punto vendita al piano terra. Largo ad abbigliamento e tanti accessori economici: sono ancora cinque i fondi commerciali sfitti e a riempire l'ultima tessera del mosaico ha pensato non molto tempo fa un pescivendolo dagli occhi a mandorla aprendo poco più avanti (in direzione dell'ufficio postale), sempre all'interno della "scatola" di "Times Square". Apparentemente sembra che tutto funzioni: il centro commerciale, dove ancora i locali dei negozi profumano di nuovo, non brilla certo per pulizia ma il livello è decisamente più tollerabile rispetto ad altre zone di Chinatown. Qualcuno però non dorme sogni tranquilli da quando hanno acceso l'insegna con il faro puntato verso la sua camera da letto. La famiglia Cocchi che abita di fronte a "Times Square" è infuriata. «Qui la notte è un viavai continuo di gente - dicono -, per non parlare del pescivendolo dove scaricano a tutte le ore: perché la saracinesca che guarda verso la strada e quella sul retro non viene abbassata come in ogni centro commerciale che si rispetti?». E c'è stata anche una telefonata un po' spiacevole con l'amministratrice (italiana) che gestisce il condominio cui è stato segnalato il disagio. Perché "Times Square" è un centro commerciale un po' particolare: la piazza che collega le attività dovrebbe rimanere al coperto di notte visto che si dovrebbero buttare giù le saracinesche. E invece, stando ai racconti dei residenti, questo non succede. «Addirittura ci parcheggiano dentro le auto, come si può vedere dalle strisciate nere sul cemento - fanno sapere Massimo e Antonio del bar "Verona" di fronte -. Altro che "Times Square". Se proprio dobbiamo fare un paragone con New York allora questo tratto di via Filzi sta diventando il Bronx".
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