Il Tirreno

Prato

Pronto nell’autunno del 2013, sarà una struttura accessibile ai disabili

Il nuovo ospedale brucia i tempi Sei mesi per trasferire i pazienti

Carlandrea Poli
Il direttore generale dell’Asl 4, Bruno Cravedi
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Il direttore generale dell’Asl 4, Bruno Cravedi

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 PRATO. Tutto secondo il cronoprogramma. La costruzione del nuovo ospedale in via Ugo Foscolo sta rispettando pienamente i tempi assegnati per inaugurare l'edificio nell'autunno del 2013. Merito prima di tutto dei trenta tecnici e dei centosessanta operai impegnati nel cantiere.  E dello stesso Comune di Prato che realizzerà in tempi utili il nuovo assetto viario.  «Siamo soddisfatti dello stato dei lavori - dichiara il direttore generale dell'Asl 4, Bruno Cravedi - I lavori procedono per il meglio incontrando pochi problemi».  È in fase di completamento la facciata organizzata secondo un sistema a cellule con un'intelaiatura in alluminio ad alta coibentazione per il risparmio energetico. L'installazione avviene secondo il sistema collaudato per il museo Guggenheim di Bilbao e l'Opera House di Sidney.  A breve avverrà anche il montaggio di 19 ascensori, tutti accessibili per i disabili: nove ad uso del personale, quattro per i visitatori e sei per i pazienti con portate variabili fra i 1.275 i 2.000 chili. Dal piano terra al primo piano sono previste anche due scale mobili.  Accessibili ai disabili saranno pure le 498 cellule per i servizi igienici prefabbricati grazie a maniglioni e corrimani. In prospettiva futura la fase più delicata sarà - passati i quattro mesi per il collaudo - quella del trasferimento dei 600 pazienti, che durerà sei mesi. L'aspetto tecnico dei lavori sembra procedere per il meglio e con una performance da far impallidire lo stato dell'arte degli altri nosocomi in costruzione in Toscana: Apuane, Lucca e Pistoia.  La vittoria a portata di mano per i lavori pubblici consente anche di concentrare più energie sul cambio di mentalità che richiede l'ospedale nuovo. Il modello per intensità di cura comincerà a breve ad essere assimilato da primari, medici e infermieri attraverso i corsi di aggiornamento e di formazione che l'Asl sta congegnando in collaborazione con l'università Sant'Anna di Pisa. Sarà uno snodo imprescindibile per evitare disagi alla popolazione al pari della messa a punto dei centri per le cure intermedie ancora in via definizione da parte della società della salute.

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