Il Tirreno

Prato

Foto e storie per l'iPad «Così raccontiamo le cinesi di seconda generazione»

Maria Lardara
Sopra, Yang YanMei A destra, Isabella Hu
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Sopra, Yang YanMei A destra, Isabella Hu

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 PRATO. Leggiadra, salta sulle punte tra un passo e l'altro di salsa e merengue. Potrebbe essere tranquillamente una ballerina caraibica. Ma il cognome con cui Isabella risulta all'anagrafe è Hu. 27 anni, trapiantata prima a Prato e poi a Sant'Angelo a Lecore, la giovane dagli occhi a mandorla grazie alla danza è rinata e ha trovato stimoli nuovi per continuare a credere nell'integrazione. Un volto, una storia. Chi immortala tutto è la fotografa pratese Agnese Morganti. Che da luglio fa coppia fissa con Malia Zheng, 23enne laureata in media e giornalismo.  La professionista dell'obiettivo e l'aspirante giornalista originaria di Comeana ma ora residente a Campi (al punto da andare fiera della cittadinanza italiana di recente acquisita) si sono incontrate durante il laboratorio scenico al Metastasio per "Un angelo nei sobborghi" (lo spettacolo ha ottenuto successo a New York e Roma, prossimamente lo vedremo anche a Prato). La prima curava le fotografie di scena, la seconda recitava. E la ragazza italiana e quella cinese si sono subito piaciute. Tanto da partorire nel luglio scorso un progetto di reportage fotogiornalistico che ha conquistato Luca Pianigiani della redazione di Jumper Photo Magazine, la rivista multimediale e digitale per l'iPad. Che nel numero 3 (dovrebbe uscire a giorni) accoglierà proprio il primo capitolo di una galleria di ritratti per il momento tutto al femminile di giovani di seconde generazioni, concependo il tutto come un libro multimediale in un gioco virtuale di immagini (una trentina circa), video e testi. «Ci chiedevamo come fosse possibile raccontare la quotidianità di questi giovani in modo efficace - spiega Agnese -. Inizialmente pensavamo a un unico servizio da vendere ma poi, su indicazione dell'editore stesso, abbiamo deciso di farne un'applicazione per l'iPad, prevedendo più momenti di questo reportage e multimediale». Ma forse senza il volto "amichevole" di Malia Zheng, catturare la quotidianità di tre giovani donne cinesi (prime protagoniste di questo viaggio a puntate che si riproporrà in altri numeri della rivista) sarebbe stato più difficile. Quello che è affiorato è un universo di vite spezzate, dense di emozioni e conflitti interiori. Il vissuto insomma che non ti aspetteresti mai dal cinese della porta accanto. «Il problema è sentirsi italiani o cinesi. La scelta per molti di questi giovani è rinunciare alle proprie radici oppure decidere di vivere da straniero nel paese in cui vivi, rinnovando sempre il permesso di soggiorno. La Cina - fa notare Malia - non ammette la doppia cittadinanza». E il titolo del reportage non poteva che essere WGR: acronimo di WàiGuòRén che in cinese significa straniero.  «Il nostro approccio - dicono Agnese e Malia - vuole essere una smentita di tutti i luoghi comuni, come quello che vede il cinese sempre preso dal lavoro. Vogliamo creare una finestra attraverso cui sbirciare la realtà del proprio vicino». Dopo Isabella Hu, la galleria di ritratti su Jumper Magazine si soffermerà su Yang MeiYan, una cantante lirica con la passione per l'opera laureatasi al Conservatorio di Shanghai, e Nadia Hu, una giovane dal piglio molto deciso.

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