Il Tirreno

Prato

Gara e risparmio del 72%

Carlandrea Poli
Filippo Bernocchi, assessore comunale alle partecipate
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Filippo Bernocchi, assessore comunale alle partecipate

E Bernocchi attacca: «Consiag ci spieghi i costi di prima»

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PRATO. Un altro tassello del ribattezzato "sacco di Prato". Lo scorso luglio Roberto Cenni, nel secondo compleanno della sua giunta, annunciò la cifra degli 8 milioni di euro sottratti da Consiag alla città con i ricarichi eccessivi per i servizi dati in affidamento. Ieri l'assessore Filippo Bernocchi ha aggiunto un nuovo pezzo. Un altro tassello di conflittualità nel mosaico già di per sé scombinato dei rapporti fra Comune e Consiag. A prestare il fianco agli strali della giunta stavolta è Consiag Servizi per lo stupefacente differenziale fra il costo praticato nella manutenzione delle caldaie comunali ed i risparmi ottenuti andando a gara.  Un servizio che è costato alle casse comunali 671 mila euro all'anno - il 25% del comparto energia del global service - dal 1º settembre graverà per appena 186 mila euro, secondo quanto offerto nell'asta al ribasso da Cofely Italia spa. Una società di servizi di medie dimensioni con un giro d'affari di 40 milioni di euro e già attiva col Comune di Firenze e presente a Prato intervenendo sugli impianti dell'Usl 4. Effetti della concorrenza di mercato è la chiosa più facile da affidare di fronte a questi dati. Ma com'è possibile che la stessa Estra Clima abbia partecipato alla gara promettendo di tornare a fornire lo stesso servizio di prima a 237 mila euro, ovvero a 440 mila euro in meno di quanto fatturato precedentemente? Attorno a questo quesito si sta innescando la reazione di Bernocchi.  «Vogliamo verificare la congruità di tutti gli atti delle amministrazioni precedenti. Vogliamo capire come sia stato possibile che chi governava accettasse questi costi smodati». A rendere ancora più l'idea dello spreco perpetrato basta dividere il costo totale del servizio di Consiag per il numero degli impianti nella disponibilità del Comune. Il risultato è ancora più stratosferico: 5.000 euro per manutenere ciascuna caldaia.  Ogni proposito barricadero di Bernocchi, però si arresta sulla porta del sindaco Cenni poco intenzionato a trasformare il mese di settembre, tradizionalmente votato alle festività cittadine, nel mese della feroce resa dei conti fra la giunta e la sua società partecipata. Ecco, quindi, che ogni verifica degli atti sarà di valenza meramente politica e non ci sarà nessun ricorso alla Corte dei Conti o alla Procura della Repubblica.  Un altro segno tangibile del cessate il fuoco voluto dal sindaco è il nuovo rinvio della seduta del consiglio comunale straordinario su Consiag fissato per il 1º settembre. A premere il freno, però, contribuiscono altre due variabili di primaria importanza nella guerra con la partecipata: l'atteso responso del Consiglio di Stato, dal quale Cenni spera di conquistare un ribaltamento della sentenza di sospensiva della gara del gas pronunciata dal Tar e la scadenza del bando per l'illuminazione pubblica. Entro il 26 settembre devono essere presentate le offerte, mentre non prima della fine dell'anno avverrà l'aggiudicazione. Un passaggio non immediato, visto che oltre al fattore risparmio - la gara prevede una base d'asta inferiore di 200.000 euro al costo storico - è in previsione una riqualificazione degli impianti elettrici pubblici e un progetto speciale per le luci artistiche in centro.

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