Sicurezza
BORCHI SCRIVE A MARONI
Chi imbratta i monumenti sia "condannato" a ripulirli
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Goffredo Borchi 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Proprio non ne può più. Il vicesindaco con delega al centro storico Goffredo Borchi ha dato mandato ai suoi uffici di scrivere al ministro degli Interni Roberto Maroni per chiedere che le pene per chi imbratta i monumenti vengano inasprite. «Perchè - spiega - sono atti di pura inciviltà che hanno un costo enorme per la collettività». Insomma, è ora di finirla con le scritte che ricompaiono immancabilmente sulla basilica delle Carceri ogni volta che la copertura di marmo viene ripulita, con gli obelischi pieni di segnacci, con le facciate dei palazzi storici deturpati da ghirigori senza senso. «Al ministro chiederò - continua Borchi - che le sanzioni pecuniarie, decisamente troppo basse perchè si parla di multe di 50-100 euro, alle quali sono soggetti quanti vengono colti a imbrattare i monumenti, vengano trasformate in attività di servizio». In altre parole che la "pena" che deve scontare chi viene preso e denunciato, si trasformi in lavoro obbligatorio e sul campo. «A ripulire - aggiunge l'assessore - assieme alle squadre specializzate il monumento rovinato. Credo - continua - che un mesetto passato sotto il sole d'agosto o con il gelo di gennaio a pulire muri con secchio e straccio, possa dare risultati notevoli». E se l'imbrattatore è minorenne? «Ci voglio anche i genitori - dice Borchi - ad assistere all'opera del proprio figlio». I muri della basilica delle Carceri sono stati ripuliti da poco, a titolo gratuito, da un drappello di esperti della categoria dei restauratori di Confartigianato Prato che ha preso l'iniziativa e ha lavorato per un'intera mattina. L'ordine dei geometri si è offerto di ripulire, anche in questo caso senza alcun costo per l'amministrazione, la statua di Moore in piazza San Marco. «E' segno - conclude Borchi - che la città ha voglia di difendere le proprie cose belle. E noi amministratori abbiamo l'obbligo di fare altrettanto».
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