Sicurezza
Ambientalisti allertati da alcuni residenti nel comune di Cantagallo
Strage di abeti a Gricigliana
◗
Il bosco di Gricigliana La denuncia del Wwf: «Aumenta il rischio frane»
2 MINUTI DI LETTURA
CANTAGALLO. Il Wwf ontro il taglio degli alberti a Gricigliana. «Desideriamo esprimere la nostra contrarietà al modo con cui è stato effettuato il taglio di alcune centinaia di abeti di Douglas a Gricigliana nel comune di Cantagallo», scrivono in una nota. Il Wwf Prato è venuto a conoscenza della strage di abeti grazie alle segnalazioni di lacuni cittadini. «Abbiamo potuto verificare che il taglio - proseguono - è stato eseguito senza alcuna apparente motivazione logica, interessando moltissime piante sane di notevoli dimensioni». Secondo gli ambientalisti: «I tagli di questo tipo, effettuati in vaste aree montane con forte pendenza, teoricamente protette, provocano l'interruzione della copertura arborea del suolo con conseguente erosione del terreno e impoverimento dell'humus per dilavamento e pioggia oltre ad aumentare il rischio di smottamenti». Ma non aumenta solo il rischio di frane: «L'abbandono sul terreno delle ramaglie secche e ricche di resina - aggiungono gli esperti del Wwf - proprio nei mesi estivi a più alto rischi d'incendio boschivo, denota una scarsa attenzione da parte di chi ha commissionato e da chi ha eseguito i lavori». I grandi abeti di Douglas di Gricigliana da vivi e vegeti assolvevano alle importanti funzioni di produzione d'ossigeno, assorbimento di Co2 dall'atmosfera, protezione idrogeologica del suolo e arricchimento del valore paesaggistico-ambientale. «Sarebbe stato più opportuno - proseguono - programmare una graduale rinaturalizzazione di questo bosco con interventi di taglio assai più limitati e diluiti nel tempo, favorendo la graduale riduzione e mescolanza degli abeti con specie arboree e arbustive autoctone e spontanee. Tutto ciò sarebbe stato sicuramente meno economicamente conveniente nel breve termine ma più accettabile e lungimirante dal punto di vista ambientale». Il Wwf chiede alla Comunità Montana e alle autorità preposte al controllo «che per tutti i futuri programmati interventi di taglio di boschi nei Comuni della Val di Bisenzio, eseguiti sia per finalità di sfruttamento economico del legname ma anche per la necessaria contestuale rinaturalizzazione dei boschi con specie autoctone, si ponga la massima attenzione affinché siano autorizzati e svolti nell'ambito di pratiche selvicolturali corrette e rispettose dell'ambiente». «E' necessario - concludono - promuovere una maggiore cultura per una gestione moderna ed ecocompatibile delle risorse forestali, soprattutto per assicurare la continuità nel tempo di questo bene che è patrimonio di tutti, ma principalmente delle future generazioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
