Il dolore
«Manovra iniqua, sciopero inevitabile»
Cristina Orsini
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Manuele Marigolli segretario della Cgil Marigolli risponde a Bellandi e chiede la massima partecipazione
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PRATO. Sciopero generale contro la manovra indetto da Cgil ma senza Cisl e Uil. Non ha il dubbio che lo strumento, sia inadeguato? «Nemmeno un po'». Manuele Marigolli, segretario generale Cgil, di motivi per riaffermare le ragioni dello sciopero ne ha tanti. «Mi scusi - attacca - quando una manovra da 100 miliardi, la si fa pesare solo su lavoratori e pensionati, gli strati più deboli della società, che tra l'altro il sindaco rappresenta, dovrebbe essere normale reagire utilizzando l'unica arma di pressione che il sindacato ha: lo sciopero». Non mi pare che le altre sigle la pensino come voi. «Hanno parlato di luci e ombre della manovra. Noi vediamo solo ombre. E comunque se io dò un giudizio negativo su un provvedimento poi studio una risposta adeguata al giudizio formulato. Non le pare?». Il vostro giudizio qual è? «Che non solo la manovra è iniqua ma è anche sbagliata perchè non risolve i problemi del Paese che sono quelli della crescita. Per quella le risorse non ci sono». Quali punti contestate? «Fatto salvo il saldo, sono tanti. A partire dalle pensioni, perchè pensare di fare cassa con quelle è proprio assurdo. E poi, è mai possibile che ogni volta che si parla di manovra torni in ballo la riforma delle pensioni?» Altri punti? «Contestiamo i tagli orizzontali ai trasferimenti agli enti locali che significano solo meno servizi, più cari e un aumento di tasse. Questa manovra consente alle Regioni di aumentare l'addizionale Irpef fino a un punto e mezzo già nel 2012 per arrivare a tre punti nel 2015. E questo, a casa mia, si chiama aumentare la pressione fiscale». Capitolo ticket sanitari. «Un'altra partita delicata perchè nella delega assistenziale, si prevede che se nel 2012 non si raggiungeranno i risparmi previsti di circa 6 miliardi, si interverrà sulle detrazioni fiscali riducendole». D'accordo o no sull'aumento di un punto dell'Iva? «D'accordo se l'Iva più pesante sarà applicata solo sui beni di lusso, il cui mercato non conosce crisi. Ma portarla dal 20 al 21% indiscriminatamente è sbagliato perchè significa aumentare la maggioranza dei prodotti che le classi medio-basse acquistano». Pacchetto dipendenti pubblici e la contrattazione. «Si è arrivati a mettere in discussione il salario dei dipendeti pubblici con la tredicesima differita e la liquidazione data con due anni di ritardo. E questo è solo un primo passo. Nel caso della contrattazione la Cgil giudica inaccettabile l'intervento del governo sull'articolo 8. Nel decreto si rivoluzionano i rappporti gerarchici della contrattazione e quella aziendale di secondo livello assume un valore maggiore addirittura del contratto nazionale e così andando anche contro la legge. Le tre sigle sindacali assieme a Confindustria nell'accordo del 28 giugno scorso, erano arrivate a individuare una formula nella quale era il contratto nazionale che definiva gli spazi nella contrattazione di secondo livello. Ora è saltato tutto. In più diventa materia di contrattazione anche l'articolo 18 che prevede che il lavoratore possa essere licenziato solo per giusta causa. Smantellando questo modello di negoziazione si mettono in discussione i diritti dei lavoratori e la sopravvivenza dei sindacati». C'è un modo alternativo per trovare i soldi che occorrono? «Certo che c'è: con interventi sui grandi patrimoni, colpendo l'evasione fiscale coinvolgendo anche le amministrazioni locali, con la tracciabilità del denaro e con una super tassa sui beni di lusso». Bellandi, segretario Cisl, ha accusato la Cgil di irresponsabilità per lo sciopero. «Tutte le ragioni che ho addotto, mi pare non rendano irresponsabile proclamare uno sciopero, anzi. Siamo consapevoli di chiedere un sacrificio ai lavoratori, ma se anche grazie allo sciopero qualche miglioramento della manovra si otterrà, i lavoratori ne beneficeranno. Giovedì alle 9,30 abbiamo convocato un'assemblea a Coiano con i delegati per spiegare le ragioni dell'astensione e spero che il 6 anche a Prato ci sia la più ampia partecipazione. Giudico lo sciopero inevitabile e mi rammarico della mancata unità sindacale, ma sulla protesta e non per non fare nulla».
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