Il Tirreno

Prato

Addio al precariato dopo 12 anni

Alessandra Agrati
Due momenti dell’attesa al Convitto Cicognini
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Due momenti dell’attesa al Convitto Cicognini

Assegnati 178 posti tra primarie e materne. «Ma finché non firmo non ci credo»

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 PRATO. Seconda giornata di convocazione per i ruoli nella pubblica istruzione; ieri è toccato agli insegnanti della scuola primaria, della materna e a quelli di sostegno per un totale di 178 posti. L'aula magna del Convitto Cicognini già dalle 8,30 era gremita, soprattutto di donne, alcune in compagnia dei figli o di amiche.  Tutte in attesa di scegliere la destinazione dell'incarico che le traghetterà dal mondo del precariato a quello del ruolo. Generalmente l'attesa è di 12 anni di precariato con gli ultimi incarichi assegnati per l'intero anno scolastico, mentre l'età media è di 35 anni, quasi tutte con la laurea in scienze dell'educazione e altri titoli specialistici.  «Aspetto il ruolo alla scuola materna da 15 anni - spiega Elena Calderini - ho una laurea, due master, due specializzazioni universitarie e due abilitazioni. Comunque fino a quando non firmo non sono tranquilla, le sorprese sono sempre dietro l'angolo». A far tremare le insegnanti sono i riservisti e coloro che vengono da altre regioni o province(entrata a pettine) che si inseriscono con il proprio punteggio all'interno della graduatoria, creando così un effetto di scivolamento verso il basso. «Non trovo giusto questo procedimento - spiega Arianna Lemme - quattro anni fa ho fatto la scelta di trasferirmi a Prato e sono stata inserita in fondo alle graduatorie, nonostante avessi un punteggio molto alto. In pratica ho dovuto ricominciare tutto dall'inizio».  La questione dell'immissione a pettine ha creato numerosi contenziosi che si sono poi riversati a cascata sui posti a ruolo. «Hanno ragione entrambe le parti - spiega Daniele Monticelli della Flc Cgil - in quanto c'è libertà di movimento e quindi di chiedere l'inserimento nelle liste di qualsiasi provincia, ma purtroppo sono stati applicati due comportamenti diversi che hanno generato confusione».  L'origine del pasticcio risale al Governo Prodi, quando l'allora Ministro dell'Istruzione Fioroni aveva chiuso le graduatorie che successivamente sono state riaperte grazie a un accordo che però è saltato con la caduta del Governo. Il nuovo Ministro Gelmini ha adottato politiche diverse, sono stati fatti numerosi ricorsi che hanno stabilito la possibilità di inserirsi in qualsiasi graduatoria nazionale mantenendo il proprio punteggio.  Altra mina vagante sono i riservisti cioè coloro che hanno una priorità. «Ho 175 punti - spiega un'insegnante - e devo scegliere dopo una collega che ne ha 95. Non è un criterio giusto». Per altri invece il sogno del posto fisso si è allontanato ancora una volta. «Quest'anno non sono riuscito ad entrare di ruolo - spiega Lorenzo Cavilli - speriamo per il prossimo, del resto ormai ci sono abituato, sembra sempre che mi tocchi poi all'ultimo momento per un soffio non riesco ad entrare. Ora mi presenterò alle convocazione per l'incarico annuale». Più fortunata Rossella Ascolese. «Sicuramente il posto mi tocca - spiega - ma non so se nell'Istituto comprensivo Marco Polo dove lavoro con un incarico annuale da diversi anni. Sarebbe importante riuscire ad avere quel posto per assicurare la continuità didattica ai bambini».  Raggiante Monica Minacci dopo aver ottenuto il ruolo: «Ho lavorato 8 anni nel privato e tre nel pubblico e finalmente ce l'ho fatta. Fino a giovedì non c'è stato modo di avere informazioni precise, ho telefonato più volte al Csa, ma nessuno sapeva niente». Oggi tocca ai 117 insegnanti delle scuole medie (59) e delle superiori (58).

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