Il Tirreno

Prato

In approvazione a settembre la bozza dello statuto dell’unione

Un solo Comune o il consorzio in Vallata infuria la polemica

Martina Altigeri
Il presidente della Comunità montana Marco Ciani
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Il presidente della Comunità montana Marco Ciani

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 VALBISENZIO. Unione dei Comuni o Comune Unico? La polemica infuria in Val di Bisenzio, dove i tre comuni entro i primi giorni del prossimo mese approveranno la bozza dello statuto dell'Unione dei Comuni che, di fatto, porterà all'abolizione della Comunità Montana.  Il primo settembre è stata convocata a Vernio la commissione Statuto e regolamenti per discutere dello statuto del nuovo ente. E qui nasce la prima polemica del tutto interna fra Marco Curcio, consigliere dell'opposizione e il sindaco di Vernio Paolo Cecconi.  «Il sindaco - ha sottolineato il consigliere - non ha voluto cambiare la data della riunione a cui non sarà presente nessun esponente della minoranza, ritengo che questo sia un comportamento scorretto. Per un giusto svolgimento dell'attività legislativa e di controllo è necessaria la presenza anche dell'opposizione».  Cecconi contrattacca affermando che: «Non posso ogni volta che devo fissare una data per convocare la commissione, interpellare tutti i membri. Del resto si va a discutere di un lavoro fatto da una commissione interprovinciale». Al di là della questione delle date, il problema resta. «La bozza per lo statuto dell'Unione dei Comuni - spiega Marco Ciani presidente della Comunità Montana - è stata condivisa anche dall'opposizione. Stiamo andando verso la realizzazione di 26 servizi comuni con l'obiettivo di raggiungerne 30. Il Comune Unico non è una discussione in calendario, penso comunque che non si debba annacquare la storia ultra millenaria di alcuni comuni, solo perché sono piccoli. Piuttosto ci dobbiamo impegnare a dare un numero maggiore di servizi ai cittadini a costi contenuti». Con l'approvazione dello statuto la Comunità Montana scomparirà, Ciani probabilmente sarà anche il commissario liquidatore e il presidente per il prossimo biennio in attesa delle amministrative. Assolutamente contrario alla nascita del Comune Unico è anche Cecconi: «Rientriamo fra il 20% dei comuni più grandi d'Italia, non abbiamo ambizione di diventare un super comune. Vogliamo rispettare l'identità del territorio e non rinunciare alla nostra storia. Non mi sembra che qualcuno abbia dimostrato che il Comune Unico porti a un risparmio». Nei Paesi che confinano con l'Italia, infatti, i comuni piccoli sono diffusissimi in Austria (8 milioni di abitanti) sono 2.357, in Germania (81 milioni di abitanti) 12.104 e in Francia (64 milioni di abitanti) 36.680. Diversa la posizione di Curcio. «In caso di Comune Unico cadrebbero molte poltrone, ma soprattutto verrebbero a mancare i troni dei sindaci della Valbisenzio e, dai loro resti, nascerebbe solo un seggiolone con pochissimi seggiolini e l'inevitabile taglio ai costi della politica. L'Unione dei Comuni è solo propedeutica al Comune Unico».      L'INTERVENTO Io, vittima della manovra  Con stupore leggo l'intervento del consigliere Pd Barni. Egli dice che il suo partito, "ha favorito l'occupazione in Val di Bisenzio e aumentato i servizi associati". Vorrei smentire queste dichiarazioni, visto che io sono stata la prima e forse l'unica vittima di questa manovra. Dal 7 giugno non lavoro più come addetta stampa degli enti valbisentini e sono praticamente disoccupata da allora con un benservito arrivato telefonicamente 20 giorni dopo il termine dell'incarico annuale. Venendo meno l'addetto stampa unico, anche il servizio associato di comunicazione non esiste più. I servizi degli enti della Valbisenzio si sono ridotti, non certo "aumentati".

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