Il Tirreno

Prato

Volontari della sicurezza in giro per la città

Maria Lardara

La proposta di Cittadinanzattiva: «Ma non chiamatele ronde»

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 PRATO. Senza divisa dovrebbero vigilare a 360 gradi: per favore però non chiamatele "ronde". Volontari per la sicurezza on the road, nei punti più critici del territorio, pronti a segnalare qualunque anomalia dai problemi di ordine pubblico ai rifiuti, dal degrado nei quartieri alle tante emergenze che scoppiano ogni giorno agli angoli della strada. Un piccolo esercito di operatori aventi come comune denominatore il senso civico e la vocazione al volontariato è quello che Fabio Baldi (nella foto), responsabile pratese di Cittadinanzattiva, propone per la realtà pratese.  Baldi, la figura del volontario per la sicurezza evoca l'idea della ronda.  «Sbagliato. La mia proposta non ha niente a che vedere con le ronde serali che qualcuno tentò di organizzare due anni fa a Prato. Non è certo la caccia all'extracomunitario che ho in mente».  Che cosa allora, esattamente?  «La mia proposta si fonda su un'istituzionalizzazione e condivisione del senso civico, della legalità e della sicurezza dei cittadini. Si tratta, appunto, di andare oltre il senso civico dando un contributo per la sicurezza del cittadino».  Non c'è il rischio di scavalcare il ruolo delle forze dell'ordine chiamate a garantire la sicurezza per mestiere?  «Prendo spunto dallo slogan di quest'anno della Polizia di Stato: "C'è più sicurezza insieme". Non è un caso che dalle forze dell'ordine stesse venga richiesta la partecipazione dei cittadini nel contrasto alle varie forme d'illegalità. Alcuni cittadini lo fanno già, alzando il telefono per segnalare ciò che non va in città. Altri non ne hanno tempo o voglia, magari perché non desiderano problemi con i carabinieri o la polizia. Ora, si tratta di "istituzionalizzare" comportamenti ispirati al senso civico già esistenti, formando persone di fiducia che danno garanzie. Dalla formazione non si può prescindere in questo ragionamento».  Si richiama a qualche modello in particolare?  «In 18 città italiane operano i City Angels, in alcune realtà delle Toscana i volontari per la sicurezza non sono una novità. Questi ultimi in genere fanno capo alle associazioni di ex appartenenti alle forze dell'ordine. Con loro ho già avuto un contatto, sarebbero disponibili a dare il loro apporto».  Il volontariato però è un mondo in crisi...  «Pensiamo al volontariato per la sanità. Se non ci fosse, crollerebbe il servizio sanitario. Attività di volontariato si svolgono in tribunale, nella tutela ambientale, nella vigilanza anti-incendio... Per intendersi, non bisogna creare uno strumento per limitare la convivenza con il vicino di casa antipatico, ma alla base di tutto deve esserci uno scopo sociale. Vorrei aprire un dibattito in merito. Riteniamo opportuno "istituzionalizzare" nella nostra provincia dei volontari per la sicurezza a supporto dei professionisti della sicurezza?».

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