Gioco
Province, traballano i criteri per eliminarle Nuova iniziativa bipartisan
Giacomelli (Pd) e Mazzoni (Pdl) hanno incontrato il presidente dell'Upi: «Violata la Costituzione»
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PRATO. Su due questioni, tra le altre, si sono trovati d'accordo: il fatto che a ridisegnare il panorama delle Province debbano essere le Regioni e che i criteri per sopprimerle su base di territorio e popolazione debbano essere rivisti e allargati. E' questo uno dei risultati dell'incontro tra i deputati pratesi Antonello Giacomelli, Pd e Riccardo Mazzoni, Pdl con il presidente delle Province Italiane Giuseppe Castiglione, avvenute ieri nella sede dell'Upi a Roma. «Nel corso dell' incontro - spiegano i deputati - è stata fatta un'approfondita analisi dei problemi che nascerebbero dall'abolizione delle Province sotto i 300mila abitanti, e di quella di Prato in particolare». Una delle questioni irrisolte riguarda i beni intestati agli enti: beni immobili, soprattutto strade e scuole superiori, molte delle quali non sono in proprietà, ma affidate in convenzione dai Comuni. «Alcune hanno in corso contratti di mutuo oppure buoni ordinari provinciali - aggiungono - o altre forme di finanziamento. Cosa succederebbe? L'ente subentrante dovrebbe accollarsi tout court debiti e crediti? E i dipendenti che fine farebbero?». «Il problema è che allo stato manca una regola precisa sulla successione nelle attività istituzionali - precisa Mazzoni - e nella gestione delle risorse». E' stato il presidente Upi a sottolineare la violazione dell'articolo 133 della Cosituzione che il decreto di Ferragosto contiene. «La Costituzione prevede - spiega Mazzoni - che le Province vengano istituite dai Comuni, di concerto con le Regioni, mentre in questo caso vengono eliminate con un decreto del governo e senza alcuna consultazione». I deputati pratesi e il presidenti Upi hanno covenuto, quindi, che la strada maestra per uscire dall'empasse attuale, sarebbe quella di stralciare le norme istituzionali dal decreto dando mandato alle Regioni di ridefinire le dimensioni degli enti in base alle diverse esigenze dei territori. Infine i criteri: Castiglione ha ribadito che è stato un errore individuare nei soli parametri territoriali il criterio per l'abolizione delle province allargando il ventaglio dei criteri al gettito fiscale e alle peculiarità dei territori montani o insulari. Condivisione, infine, da parte del presidnte Upi, della battaglia che i parlamentari pratesi stanno conducendo per garantire il mantenimento a Prato non solo della Provincia, ma anche di tutte le amministrazioni periferiche dello Stato.
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