Finanza
Pomodori e verdure negli orti cinesi
Scoperti a Candeli. Martini: «Lì non ci devono stare»
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POGGIO A CAIANO. Gli orti cinesi mettono radici anche a Poggio. Dietro le aziende in Candeli e in via Granaio. Ma anche a ridosso degli argini. Fatto assai più preoccupante sia per le eventuali conseguenze in termini di sicurezza idraulica sia per l'uso di terreni pubblici o ad uso pubblico. E' il caso segnalato in via Sottombrone e immortalato in alcune foto. Un cittadino cinese residente nella vicinanze ha fatto sua la striscia di terra compresa tra l'argine del fiume e il cantiere edile che porterà alla realizzazione di alcuni appartamenti nell'ex mulino Gori. Spuntano le canne utilizzate come perno per le piante di pomodori e altri ortaggi sconosciuti alle tavole italiane. Da accertare anche la provenienza dell'acqua utilizzata per annaffiare quella striscia di terreno. I cittadini hanno prontamente segnalato il problema al Comune e ai vigili urbani, ma al momento niente è stato fatto. Il sindaco Marco Martini garantisce: «Quell'orto dovrà essere tolto perchè è abusivo. In quel punto non si può coltivare. Gli orti sociali stanno da un'altra parte». Anche perchè quel sentiero fino a pochi mesi fa veniva usato dai residenti di via Sottombrone e dintorni per raggiungere velocemente via Vittorio Emanuele e il Ponte all'Asse. Un passaggio importante chiuso per motivi di sicurezza legati alla vicinanza del cantiere, ma su cui un anno fa il sindaco aveva dato ampie garanzie di riapertura che conferma anche oggi: «Quel terreno è in parte pubblico e in parte privato - prosegue Martini - ho già parlato con la proprietà e non ci sono obiezioni alla creazione di un passaggio pedonale. Ci sarà da attendere solo la fine del cantiere». Altro problema sono gli orti cinesi nati nei pressi dell'argine dell'Ombrone nella zona artigianale di Candeli, vicino alle numerose ditte gestite da orientali. Qui ci sarà da accertare le proprietà dei terreni. Se sarà privata e i legittimi proprietari sono gli stessi coltivatori cinesi o quest'ultimi hanno ricevuto il loro permesso, poco ci sarà da fare. «Stiamo verificando consultandoci con l'agenzia del territorio - prosegue Martini - ma nel mese di agosto è tutto più lento». Due i possibili strumenti in mano alla polizia municipale per tenere sotto controllo il fenomeno: gli argini dei fiumi non si toccano e gli ortaggi coltivati non possono essere frutto di semenze importate illegalmente dalla Cina. E.B.
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