Il Tirreno

Prato

Ieri mattina la riunione dei capigruppo, l’obiettivo è mantenere i servizi sul territorio

Provincia, mobilitazione generale

Sotto da sinistra, Bettazzi Giacomelli e Mazzoni Di fianco, il centro storico visto dall’alto
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Sotto da sinistra, Bettazzi Giacomelli e Mazzoni Di fianco, il centro storico visto dall’alto

Giacomelli: via il criterio sulla popolazione. Mazzoni: salvare gli uffici dello Stato

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PRATO. Maniche di camicia, aria distesa, ma tutti presenti. Alla riunione dei capigruppo in Comune, convocata dal presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi ma chiesta dal presidente Pd Massimo Carlesi, per affrontare la questione "soppressione della Provincia", non mancava alcun rappresentante dei gruppi (tranne Aurelio Donzella, Idv, che ha però dato l'assenso telefonicamente).  Il documento. In un'ora Roberto Baldi (Pdl), Massimo Carlesi (Pd), Antonio Longo (Udc), Giancarlo Auzzi (Prato libera e sicura), Emilio Paradiso (Lega Nord) e con la presenza di Andrea Amerini e Mariagrazia Ciambellotti, rispettivamente Pdl e Pd, hanno compilato e sottoscritto il primo documento davvero condiviso dell'amministrazione Cenni da inviare al presidente del Consiglio, ai presidenti di Camera e Senato, al ministro degli Interni e ai presidenti delle comissioni Bilancio e Affari costituzionali.

Un documento composto da venti righe, con parole scelte una per una per mediare tra le diverse esigenze, che ha come punto di forza la richiesta della salvaguardia degli uffici distaccati dello Stato sul territorio.  Nessuno dei capigruppo pare disposto alla guerra aperta per salvare la Provincia così come è ora, tantomeno Fli che chiede la soppressione di tutti gli enti intermedi. Evidentemente tiepidi però anche Pd, Pdl, Udc e Lega. Dove si è dovuto mediare? Appunto con Fli, con il Pd che ha spinto per sottolineare con forza i danni che la manovra provocherà sui Comuni e a ricaduta sui cittadini, con il Pdl che la posizione dura del Pd sui tagli, non poteva accettare.  Il risultato è stata una mediazione (vedi il testo a fianco) dove si parla di "riflessi negativi" della manovra finanziaria, di "consapevolezza dei sacrifici necessari", di "esigenza di funzionalità" della macchina comunale e di "ripartizione equa degli oneri".  Parlamentari al lavoro. Anche i parlamentari pratesi sono al lavoro sugli emendamenti da presentare entro venerdì alla commissione Senato che affronterà i diversi punti della manovra. La novità viene dalla proposta Pd, presentata ieri dal segetario nazionale Bersani.  Nuovi criteri. «Noi non siamo contrari alla forte riduzione del numero delle Province, fino al dimezzamento di quelle attuali - spiega Antonello Giacomelli, deputato Pd - vogliamo però che i tagli non avvengano, come ora, sulla base del criterio della popolazione ma attraverso una pluralità di indirizzi. Nella proposta - aggiunge - viene anche eliminato l'automatismo della soppressione degli uffici distaccati dello Stato sui territori». E' attraverso queste due modifiche del decreto che Prato, secondo i democratici, potrebbe tornare in gioco. «A questo punto sarà necessario vedere quale sarà la risposta del governo. Da parte nostra - conclude Giacomelli - non ci saranno impostazioni campanilistiche ma ragionamenti seri che servano ai territori».  Salvare gli uffici decentrati. Sull'altro fronte, quello Pdl, sono pronti i due emendamenti firmati dal deputato Riccardo Mazzoni. Nel primo si chiede il mantenimento della Provincia in quelle realtà che abbiano la città capoluogo di 150mila abitanti. Nel panorama delle città italiane solo Prato presenta questa caratteristica.

E se il punto di forza della proposta riguarda il fatto che le piccole Province verrebbero tagliate ugualmente e il risparmio sui costi della politica mantenuto, potrebbe trasformarsi in un limite invalicabile prevedere una deroga solo per una città. Nel secondo emendamento, confezionato proprio per aggirare le problematicità del primo, si chiede che ad essere salvati siano gli uffici periferici dello Stato in quei territori nei quali la città capoluogo abbia 150mila abitanti.  Vertice bipartisan. Per continuare a fare pressione bipartisan ma anche per capire meglio gli indirizzi di governo e maggioranza, Giacomelli e Mazzoni questa mattina incontreranno il presidente nazionale dell'Unione province italiane.

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